Il progressivo ingresso in società di Michele Dibenedetto e i ritorni, rispettivamente come direttore sportivo e allenatore, di Marcello Pitino e Dino Bitetto. La giornata di sabato 16 dicembre è coincisa con un rinnovamento nel Barletta calcio, ma con diverse posizioni, soprattutto a livello dirigenziale, che andranno chiarite nei prossimi mesi.

La conferenza stampa di ieri ha infatti lasciato in dote una collaborazione avviata tra Michele Dibenedetto, già mainsponsor e titolare dell’azienda Sicur.a.la., e il presidente onorario Mario Dimiccoli. Un percorso che, come confermato dai principali protagonisti di questa vicenda, sarà lento e graduale, cercando di non stravolgere gli equilibri per questa stagione sportiva. Di conseguenza, il progetto dell’attuale assetto societario andrà avanti, mentre per Dibenedetto si prospetta, salvo ribaltoni, una carica da vicepresidente, oltre a un ruolo di primo piano nelle decisioni del club da qui fino alla fine della stagione. Per un cambio al vertice o per una nuova ossatura se ne riparlerà nella prossima primavera.

Non ci saranno al momento modifiche sostanziali e per le componenti chiamate in causa obiettivo principale sarà quello di dare equilibrio a un Barletta che, dopo un solo punto racimolato nelle quattro partite, è chiamato a invertire la rotta. Ed ecco allora due ritorni a colmare le due caselle lasciate vuote dopo gli addii di Pavarese(sostituito ad interim dal direttore generale Beppe Camicia lo scorso ottobre) e di Ginestra(dimesso dopo la pesante debacle con il Martina): Marcello Pitino e Dino Bitetto. A Pitino, che ha già ricoperto il ruolo di raccordo tra società e squadra nella stagione 2010/2011 in Lega Pro, le chiavi di un mercato che necessita ancora di due/tre interventi. A Bitetto, che ha vinto con il Barletta lo spareggio di Eccellenza 1997/1998, il compito di dare lo scossone ad una squadra che ha perso la sua identità nelle ultime uscite. Due ingressi ufficiali, un affiancamento, ma ora la parola va data al campo: un Barletta che necessita di fare punti già dalla sfida di Fasano e che, in caso di ko, vedrebbe sensibilmente accorciarsi il suo vantaggio sui playout.

A cura di Giacomo Colaprice