“Scusate il ritardo”. È il cartello invisibile che ha accompagnato la prima gioia di Peppe Coccia con il Barletta. È arrivata da rapace d’area, lui che è abituato ad arare la fascia partendo dal quartetto difensivo, e ha blindato il successo di Pompei, il quarto su quattro della gestione Paci in panchina. Soprattutto, ha definitivamente rimesso al centro del villaggio biancorosso il 32enne di San Giovanni Rotondo, sceso in D dopo aver messo insieme più di 200 partite in C e una semifinale playoff nove mesi fa con l’Audace Cerignola. Nella prima parte di stagione gli è mancata continuità, con sole otto presenze sulle prime 19 partite a causa di una serie di infortuni. Il suo ritorno è coinciso con il cambio di guida tecnica e ora non vorrebbe più fermarsi.
A Pompei Coccia è diventato il dodicesimo marcatore della stagione biancorossa, cooperativa da 32 gol. Meglio solo Sarnese, Fasano e Nola a 33 e Afragolese a 34. E Giancarlo Malcore, già a cinque centri in otto partite con il Barletta, ha provato anche a mettrerci la sua firma dopo l’1-0.
Appena 13 sono poi i centri al passivo per la miglior difesa del girone H, inviolata in nove delle ultime 10 partite giocate. Orgoglio che Coccia condivide con i compagni. Domenica per il Barletta altra trasferta. Si va a Ferrandina, con diretta su Telesveva: di fronte un avversario terzultimo a 24 punti, capace però di ottenerne ben 22 in casa.



































