Dietro grandi traguardi ci sono grandi difese. Una legge non scritta del calcio, che vale a maggior ragione in Serie D. L’ha mandata a memoria il Barletta, salito in vetta al girone H con la vittoria di Pagani. Dal 23 novembre, data della sconfitta casalinga con il Nola per 2-1, la porta di Fernandes è stata bucata solo due volte, nello stesso pomeriggio, quello del 3-2 sulla Sarnese all’esordio in panchina di Massimo Paci. Sei partite con porta inviolata nella coda della gestione Pizzulli, altre sei in altrettante vittorie della nuova era tecnica che ha portato i biancorossi al primo posto a braccetto con il Martina. Solidità firmata dalle quasi 1000 partite tra i pro in tre del terzetto Coccia-Manetta-Bizzotto, insegnanti d’eccezione per chi, come il 2007 Vincenzo Ragone, è alla prima esperienza nel calcio che conta.

Cresciuto nel Picerno, Ragone è arrivato a Barletta a dicembre e dal primo match del 2026 è stato sempre in campo da titolare in fascia a sinistra: nove su nove, cedendo solo i battiti finali con Manfredonia e Pompei.

Alla ripresa sarà Barletta-Martina, per un calendario che mai come quest’anno si è divertito a condensare gli incroci ad altissima quota negli ultimi due mesi. Blindare la porta contro un attacco in forma come quello del team di Giuseppe Laterza sarà un’altra sfida per il bunker biancorosso.

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