Lo dicono i numeri, lo racconta la logica: non è un incrocio decisivo ma di certo ha la possibilità di indirizzare la corsa promozione per chi ne vien fuori con i tre punti. Una vittoria permette di mettere il musetto avanti, una sconfitta ti lascia tre passi indietro, un pareggio rischia di far godere il terzo incomodo, quella Paganese distante un solo punto. È la storia di Barletta-Martina, big match della 27esima giornata nel girone H di Serie D. Di fronte le prime della classe a quota 51 punti, a braccetto anche se così diverse: in vetta ci è arrivato di rincorsa il Barletta, rilanciato dalla cura Massimo Paci con sette vittorie di fila. Sei i successi consecutivi del Martina di Giuseppe Laterza, figlio di un progetto nel segno della continuità, avviato nel quinquennio Pizzulli (passato poi proprio al Barletta fino allo scorso gennaio) e proseguito con l’ex Taranto e Fasano. Nella città della Disfida il professionismo manca dal 2015, 11 lunghi anni. Al Tursi non vedono la C dal 2016. Sono passate per fallimenti societari e risalite, ora inseguono un posto al sole.
Di posti disponibili domenica alle 16 al Puttilli invece non ce ne saranno: stadio sold out, con 7500 spettatori sugli spalti e almeno altrettanti rimasti fuori perché sprovvisti di ticket. Uno spettacolo nello spettacolo, assicurato dal calore del tifo di casa e dai 1400 presenti nel settore ospiti. Un esodo in piena regola dalla valle d’Itria, ricordando il 2022, quando le due squadre si contesero la promozione diretta dall’Eccellenza alla Serie D con la vittoria biancorossa nello spareggio di Taranto e prima ancora si incrociarono in finale di Coppa Italia regionale a Molfetta. A otto giornate dalla fine, chi mette la freccia del sorpasso può dare una spallata alla diretta concorrente: sarà un bel confronto tra reparti, con difese solide (Barletta imbattuto 12 volte su 13 da quando è arrivato Bizzotto) e in grado di fare anche gol (De Angelis lo dimostra), regie deluxe nel duello Franco-Zenelaj, e attacchi con tante soluzioni: Barletta con il dubbio Laringe e spinto da Lattanzio a supporto di Da Silva, Martina pronto ad affidarsi alle frecce Resouf e Silvestro. C’è un solo grande assente: Giancarlo Malcore, per il quale il giudice sportivo ha respinto il ricorso presentato dalla società biancorossa confermando i cinque turni di stop. Tornerà a disposizione il 12 aprile con il Fasano, altro incrocio al vertice. Ora però conta solo il presente, conta Barletta-Martina. Sognando la vetta in solitaria e quel professionismo ormai lontano da troppi anni.





































