Un capolavoro in piena regola. È quello del Barletta e di Massimo Paci, l’allenatore arrivato nella penombra che in soli tre mesi ha restituito luce e giri a un motore avviato dal suo collega Massimo Pizzulli e a una macchina allestita da Savino Daleno, ds biancorosso a inizio stagione, e completata con colpi mirati in inverno da Vincenzo De Santis. Dal 18 gennaio, data del suo esordio in panchina nel 3-2 alla Sarnese, al 19 aprile, giorno del ritorno in C del Barletta grazie al 3-1 sul campo dell’Heraclea, il Barletta ha saputo solo vincere, o quasi: 12 successi e un pareggio. Nell’intervallo, 29 gol fatti e appena otto al passivo. Numeri da corazzata, che coronano…

Arrivato nella città della Disfida tra tanti punti interrogativi dopo i trascorsi in c e B con Lumezzane, Pro Sesto, Pro Vercelli, Pordenone, Teramo e in D con Forlì, Montegiorgio e Civitanovese, ha coronato una lunga gavetta, fino al giorno da ricordare con la festa dei 10mila cuori biancorossi al ritorno in città sui gradoni del Puttilli.

Paci, affiancato da un barlettano doc come Vincenzo Lanotte, ha saputo trasmettere al gruppo quella calma apparente necessaria per ritrovare fiducia e automatismi. Il resto lo hanno fatto innesti dello spessore di Bizzotto, Franco e Malcore, uniti alla leadership di capitan Lattanzio e alle qualità di elementi decisivi e fuori categoria, Da Silva su tutti. In città è esplosa la Paci-mania, nello spogliatoio è Paci-sofia. Avanti insieme anche in C? Le parole del presidente Romano rinviano la risposta alla fine dei festeggiamenti.

Il servizio.