Dal 30 novembre 2025, data del suo esordio in Fasano-Barletta, ha alzato un muro a tinte biancorosse e su 19 avversari incrociati solo in quattro, Sarnese, Martina, Fasano ed Heraclea al ritorno, sono riusciti a superarlo. Otto reti al passivo in cinque mesi. Nicola Bizzotto è uno dei segreti alla base del ritorno del Barletta in Serie C. Scelto in autunno per dare solidità al reparto difensivo, ha lasciato Monopoli e messo alle spalle un passato da più di 300 presenze tra i pro. Ha fatto un passo indietro solo sulla carta, per darsi la spinta e tornare a festeggiare una promozione, la quarta in carriera.

Per i compagni è “Bizzo”, per il tifo barlettano è “il professore della difesa”. Un titolo conquistato a suon di chiusure eleganti, letture con i tempi giusti e tanta personalità. Doti coniugate a una professionalità fuori dal comune. Dal suo arrivo al Puttilli, non ha saltato un minuto. E tocca a lui allora ripercorrere gli ultimi mesi, fino alla festa di Foggia domenica scorsa con l’Heraclea, seguita dalla spontanea invasione degli spalti del Puttilli al ritorno in città.

Per il futuro c’è tempo. Il veneto Bizzotto, che ha anche un patentino da direttore sportivo già in tasca, ma a 36 anni e in questo stato di forma è ancora presto per iniziare a usarlo. In estate si sposerà, in quella Monopoli dove ha giocato per quattro anni. Prima però c’è un finale dii stagione da onorare, una passerella domenica con l’Acerrana e una Poule scudetto tutta da giocare.

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