Si definisce anche giudiziariamente l’ormai nota vicenda relativa alla costruzione di un supermercato della Lidl accanto al fossato del castello di Barletta, poi trasferito alla periferia della città attraverso una compensazione volumetrica. Il Tar Puglia si è pronunciato sul ricorso presentato nel novembre 2021 dai fratelli Dipaola, ex proprietari del sito in cui inizialmente sarebbe dovuta sorgere la struttura commerciale, dichiarandolo improcedibile per sopravvenuto difetto di interesse. I fratelli Dipaola, difesi dagli avvocati Francesco Bruno e Vincenzo Patarnello, avevano proposto un ricorso contro il Comune di Barletta e nei confronti di Lidl Italia, non costituita in giudizio, per l’annullamento di due determine dirigenziali. La prima, risalente al luglio 2021, aveva ad oggetto l’annullamento in autotutela del permesso di costruire in sanatoria rilasciato ai Dipaola nel 2018 e del successivo atto endoprocedimentale edilizio. Permesso che il dirigente del Settore Edilizia dell’epoca riteneva conseguito sulla base di false rappresentazioni dei fatti. La seconda determina oggetto del ricorso, pubblicata pochi giorni dopo la prima, aveva invece ad oggetto l’annullamento in autotela del Provvedimento Autorizzativo Unico conseguito dai Dipaola nel dicembre 2020 e anche della successiva voltura in favore della società Lidl Italia “per illegittimità derivata, in quanto – scrivono dal Comune – conseguiti e rilasciati sulla base di atti amministrativi parzialmente illegittimi per false rappresentazioni dei fatti”. Nelle more del giudizio e in seguito a lunghe trattative, il 4 giugno 2025 Comune e Lidl sono pervenuti ad un accordo per la cessione in permuta delle aree oggetto del contenzioso, arrivando a definire la vicenda amministrativa con l’ormai nota compensazione volumetrica che ha permesso alla Lidl di realizzare il suo supermercato alla periferia di Barletta e al Comune di programmare la costruzione di un teatro all’aperto nel terreno accanto al castello. In seguito all’accordo, il 30 marzo 2026 i fratelli Dipaola hanno manifestato il sopravvenuto difetto di interesse alla decisione nel merito del ricorso. Il 28 aprile si è tenuta l’udienza pubblica dinanzi al Tar con l’avvocato Maria Paola Cefola, su delega dell’avvocato Francesco Bruno, per i ricorrenti, e l’avvocato Giuseppe Caruso per il Comune. L’8 giugno la pronuncia definitiva della Sezione Seconda del Tar Puglia con la dichiarazione di improcedibilità del ricorso per sopravvenuto difetto di interesse. Una sentenza che mette la parola fine anche sul piano giudiziario ad una delle vicende urbanistiche più discusse negli ultimi anni a Barletta.




































