Entusiasmo, gioia, felicità. Sei ragazze e ragazzi con disabilità hanno una nuova casa in cui costruire la propria vita e i propri sogni in autonomia al 4° piano di un appartamento in via Sant’ Antonio, a Barletta, confiscato alla criminalità organizzata.

Nasce così il progetto sociale di co-housing, reso possibile da un bellissimo esempio di comunità “vera”: l’impegno delle forze dell’ordine nel sottrarre dei beni pubblici alla malavita, il lavoro dell’amministrazione pubblica nel rendere l’immobile pienamente accessibile e moderno, l’attenzione delle cooperative sociali e della cittadinanza attiva nel seguire ogni passo dei ragazzi coinvolti nel progetto.

Un patrimonio illecito trasformato in coesione e valore sociale. Al pensiero chiaro della prefetta Anania, ha voluto far eco il sindaco Cannito.

L’appartamento di via Sant’Antonio, liberato da ogni barriera architettonica e dotato di tutti i comfort che si possono immaginare, è solo l’inizio di questa avventura per i ragazzi, una palestra per imparare a vivere in autonomia. L’obiettivo è anche quello di inserire i giovanissimi nel mondo del lavoro e poi di sfruttare altri due bilocali, sempre sottratti alla criminalità, già riqualificati nel cosiddetto complesso “Approdo”. Se il progetto di via Sant’Antonio avrà successo, altri 4 ragazzi potranno sfruttare questi appartamenti.

Nicola di Chio