Il consigliere comunale Carmine Doronzo e la consigliera Michela Diviccaro, insieme alle attiviste e agli attivisti di Coalizione Civica Barletta, intervengono con un duro comunicato sull’ipotesi di un annullamento del Jova Summer Party legato alla presunta presenza, nell’area dell’ex Cartiera, di sostanze pericolose per la salute.
Per i firmatari, se il concerto dovesse davvero saltare per questo motivo, deve essere chiaro fin da subito che le trentamila persone che hanno acquistato il biglietto, organizzato un viaggio e programmato una giornata da tempo, e che oggi si ritrovano a pochi giorni dall’evento a scoprire che l’area scelta potrebbe non essere idonea, non possono pagare per colpe che non hanno. Per questo chiedono al centrodestra che governa la città, definito con «prepotenza e arroganza» e accusato di non aver mostrato fino a ieri alcuna preoccupazione di fronte all’ipotesi di uno stop al concerto, un’assunzione di responsabilità.
Secondo Doronzo, Diviccaro e gli attivisti, il «tifo da stadio» intorno all’organizzazione dell’evento e la battaglia mediatica ingaggiata da esponenti di rilievo della maggioranza di centrodestra avrebbero provato a nascondere problemi reali, di natura organizzativa e ambientale, che sembrerebbero esserci. Nei mesi scorsi, sottolineano, molte cittadine e cittadini avrebbero espresso dubbi di varia natura con spirito costruttivo, avendo come riferimento il bene di Barletta, ma chiunque avesse sollevato domande, preoccupazioni o consigli sull’organizzazione sarebbe stato bollato dalla maggioranza come «nemico della città», con la frase «chi ama Barletta non la critica». I firmatari ribattono che chi ama Barletta dovrebbe amministrarla «con senso della misura, responsabilità e lungimiranza».
Per Coalizione Civica è fuori dubbio che le verifiche sulla salubrità e l’integrità ambientale dell’area andassero fatte per tempo, così come è fuori dubbio che lasciare in bilico oltre trentamila persone a cinque giorni dall’evento denoti, pur nell’emergenza, una massiccia dose di improvvisazione. Sulle domande relative alla salubrità dell’area dell’ex Cartiera, i firmatari dichiarano di sperare in una risposta da parte degli organi preposti e chiedono che, in presenza di sostanze nocive, si proceda con una bonifica in tempi rapidissimi, individuando i responsabili ed evitando che a pagare siano ancora una volta i cittadini per colpe non loro.
Infine, secondo Doronzo, Diviccaro e gli attivisti, se il sindaco Cannito e la destra barlettana non avessero utilizzato Jovanotti come strumento di propaganda politica, un eventuale mancato svolgimento del concerto nell’area dell’ex Cartiera avrebbe ricadute politiche limitate. Ma avendo fatto, a loro dire, del Jova party un vessillo della propria identità politica — arrivando a individuare un assessore ai «grandi eventi» e utilizzando strumenti mediatici come foto, video, effetti speciali e intelligenza artificiale per raccontare, sostengono, «una città che non esiste» — i firmatari affermano che, qualora il concerto non si tenesse, Cannito avrebbe il dovere di presentarsi alla città insieme ai personaggi chiave della sua amministrazione per dimettersi e chiedere scusa a tutte le cittadine e i cittadini di Barletta.






































