A cura di Floriana Tolve.
Non soltanto una straordinaria tappa anagrafica, ma il coronamento di un’esistenza interamente consacrata alla bellezza e agli affetti più cari. Il traguardo dei cento anni della pittrice barlettana Maria Picardi Coliac racchiude un secolo di passione e dedizione pura all’arte. A suggellare questa vitalità mai doma è giunto, lo scorso giugno, il prestigioso conferimento della nomina a Cavaliere dell’Ordine al Merito della Repubblica Italiana: un solenne riconoscimento che premia una donna capace di far parlare la propria arte al mondo senza mai staccare le radici dalla sua Barletta.
Nata il 5 settembre del 1926 e formatasi alla “bottega” del maestro Vincenzo De Stefano, Maria (per tutti semplicemente Mimma) ha manifestato una vocazione precoce affinata poi negli studi accademici di Roma e Napoli. Il suo percorso affonda il cuore nell’Impressionismo e nell’ammirazione per Giuseppe De Nittis, con cui vanta persino un legame familiare (la suocera Margherita De Nittis in Coliac era la cugina diretta del grande pittore barlettano). Un filo rosso del destino che ha reso ancora più intimo il suo dialogo artistico con le atmosfere, le luci e le eleganze della pittura di fine Ottocento.
La forza della Coliac risiede nella sua tenace personalità, con cui ha difeso la propria indipendenza di donna e artista in un’epoca di complessi mutamenti. La sua immensa creatività non ha mai prevaricato la vita familiare: matrimonio, figlie, nipoti e pronipoti sono stati costantemente intrecciati alla trama della sua pittura. Dai paesaggi pugliesi ai mestieri aviti, dalle maternità ai ritratti, alle ballerine, alle maschere, ai manufatti di arte povera, la sua folta produzione racchiude vivacità, sperimentazioni, saggezza, maturità acquisita.
La nomina ad Ambasciatrice delle bellezze di Puglia (tributo della Regione nel 2006) oltre a importanti ruoli culturali, tra cui la presidenza della Sezione di Barletta della Società di Storia Patria per la Puglia, ne testimoniano l’alto profilo intellettuale.
Oggi, nella sua casa-museo, Mimma persevera: dipinge e dispensa energia. La fiamma immortale dell’arte continua ad illuminare la sua vita e quella di chi la circonda tra colori e tavolozza.





































