«A un anno esatto dal vile attentato che ha visto vittima il presidente del Comitato di Quartiere 167 (Giuseppe Di Bari ndr.), la ferita inflitta alla nostra comunità resta visibile, ma la risposta sociale e civile che ne è scaturita segna un punto di non ritorno nella storia recente della città». E’ quanto si legge in una nota del Comitato.

«I colpi di pistola esplosi in strada non hanno colpito soltanto un uomo da sempre in prima linea per il bene comune; il vero obiettivo era intimidire e far tacere una voce libera, capace di accendere i riflettori sulle profonde criticità e sulle zone d’ombra di questo territorio. Quel giorno si è consumato un attacco diretto a tutta la comunità.

Attraversare quel momento è stato estremamente duro. La paura e lo sconcerto avrebbero potuto spingere al silenzio o alla resa. Il Comitato di Quartiere, invece, ha scelto di reagire con la sola armatura di cui dispone: la legalità, la determinazione e la consapevolezza che la tutela dei beni collettivi non è negoziabile.

Anziché fare un passo indietro, abbiamo raddoppiato gli sforzi. Ci abbiamo messo la faccia, come abbiamo sempre fatto, esponendoci in prima persona senza mai cedere a compromessi o scorciatoie.

Riprendere il cammino non è stato facile. Il trauma di un gesto così brutale lascia segni profondi. Tuttavia, la spinta determinante per ritrovare la forza e tenere alta la bandiera del civismo non è arrivata dall’isolamento, ma da un abbraccio corale.

La vicinanza, la solidarietà e le manifestazioni di profonda stima giunte dai residenti della Zona 167 e da cittadini giunti da ogni angolo di Barletta hanno dimostrato che quella battaglia non era e non è solitaria. La parte sana della città ha riconosciuto nel Comitato un presidio insostituibile di dignità e legalità.

Ad oggi, pur nell’assenza di notizie ufficiali circa gli sviluppi e lo stato delle indagini, resta viva e prioritaria l’attesa di fare piena luce su quanto accaduto. La comunità attende con fermezza di conoscere i volti e i nomi degli esecutori materiali e, soprattutto, dei mandanti di un gesto così vile.

Rinnoviamo la massima e incondizionata fiducia negli organi inquirenti e nelle forze dell’ordine, che fin dal primo istante si sono mobilitati con straordinaria professionalità, rigore e dedizione per dare una risposta di giustizia a questo territorio.

Barletta vive oggi una stagione complessa, segnata da pesanti criticità sul piano della sicurezza, della vivibilità e del rispetto delle regole. In questo scenario, l’esperienza del Comitato di Quartiere 167 rappresenta una pagina rara, se non unica, nella storia cittadina: un esempio autentico di partecipazione dal basso capace di difendere i diritti di tutti a costo della propria incolumità e della vita stessa.

Ad un anno da quel vile attentato, il messaggio resta chiaro e inequivocabile: la violenza non arresta il cambiamento. Il Comitato di Quartiere 167 continua e continuerà ad essere un baluardo inamovibile per la tutela del territorio e dei suoi cittadini».