Il bilancio del 2024 per la SSD Barletta 1922 è sicuramente agrodolce. Amaro, anzi amarissimo l’anno per il sodalizio biancorosso capeggiato da Mario Dimiccoli fino allo scorso maggio, coinciso con una retrocessione che in pochi avrebbero pronosticato ai nastri di partenza. Dolce, dolcissima, la prima parte di stagione 2024/2025 sotto la presidenza di Marco Arturo Romano.
La prima parte del 2024 è stata segnata da un mercato, stando ai risultati, deludente. Se si esclude il solo La Monica (seppur non particolarmente costante), il Barletta del duo Pitino-Bitetto non è riuscito a raddrizzare una classifica che, settimana dopo settimana, è diventata sempre più compromettente. L’oggetto misterioso Eyango, il balbettante centrale Capone e tanti altri giocatori non all’altezza del torneo hanno certificato quasi immediatamente il fallimento del progetto tecnico, a cui nemmeno l’esperto Ciullo in panchina è riuscito a porre rimedio. Un solo successo, quello contro il Matera per 2-0 tra le mura amiche, e tante prove deludenti hanno portato il Barletta sull’orlo del baratro: l’apice il 2-3 interno contro un Fasano in crisi di risultati che ha ufficiosamente retrocesso i biancorossi in Eccellenza. Crismi dell’ufficialità arrivati poi il 5 maggio 2024, nella domenica nera di Angri che ha visto Camilleri e compagni alzare definitivamente bandiera bianca.
Alle domeniche calcistiche ha fatto seguito la solita estate rumorosa nella ”Città della Disfida”. Prima il mancato accordo con l’imprenditore Agnello, poi la nuova telenovela con Michele Dibenedetto (che ha poi sposato il progetto Audace ndr), infine l’accordo raggiunto con Marco Arturo Romano per la cessione del 60% delle quote (diventato 100% a fine novembre). L’ex patron della Viterbese, arrivato tra lo scetticismo generale per i suoi trascorsi non proprio edificanti nella città della Tuscia, è riuscito ad allestire una squadra che potesse stravincere il campionato di Eccellenza. Parso sin da subito poco percorribile il discorso relativo al ripescaggio in D, il Barletta, ripartito da una guida esperta come De Candia e da giocatori di assoluto livello per l’Eccellenza come Strambelli, Lattanzio, Giambuzzi, De Gol ecc, è riuscito domenica dopo domenica a primeggiare in campionato e in coppa.
Troppo netta la superiorità che si è vista nel girone d’andata tra i biancorossi e le altre squadre del girone. Anche la volitiva Polimnia di Anaclerio ha dovuto cedere il passo a capitan Montrone e compagni lo scorso novembre, che poi hanno allungato a 16 punti di vantaggio la distanza prima della pausa natalizia. Polimnia che si è arresa allo strapotere dei barlettani anche in coppa, con un 2-0 che ha permesso alla formazione di De Candia di accedere alla finale con il Galatina. Un antipasto, e che antipasto, in vista di un 2025 in cui il Barletta ha l’obbligo di centrare l’obiettivo della Serie D, ma in cui non disdegnerà di portare a casa altri risultati di rilievo. Il record del Monopoli di 102 punti è sicuramente uno di questi, ma chiaro che anche la coppa abbia un sapore particolare: è stata la coccarda tricolore e il ritorno alle trasferte fuori regione a riaccendere la fiammella del tifo barlettano ormai tre anni fa. Insomma, gli auspici per questo 2025 non mancano…
A cura di Giacomo Colaprice





































