Slitta ancora, e stavolta di cinque mesi, la riapertura di Villa Bonelli, il più antico e amato parco cittadino di Barletta, chiuso ormai da quasi un anno per lavori di riqualificazione. Doveva essere pronto a maggio, poi si era parlato della fine di luglio, ma ora si guarda con rassegnazione alla fine del 2025. Una spiacevole notizia soprattutto per anziani e famiglie che nel polmone verde di via Canosa hanno trovato da sempre un luogo di incontro e di svago quotidiano.

I lavori, finanziati con 2 milioni di euro del PNRR, sono ancora in corso e riguardano un intervento profondo e articolato: rifacimento degli impianti, nuova pavimentazione, riqualificazione del verde, installazione della nuova illuminazione. Ma anche il restauro puntuale delle fontane storiche, del muro di cinta e di alcuni elementi architettonici vincolati.

Ad allungare i tempi, sono state soprattutto le prescrizioni arrivate dalla Soprintendenza, che ha chiesto modifiche sostanziali su più punti del progetto iniziale: dalla collocazione dei bagni pubblici alla tutela della serra e dei suoi materiali originali.

La nuova progettazione dell’impianto di illuminazione pubblica – che dovrà rispettare criteri di efficienza ma anche vincoli estetici e storici – richiederà a sua volta ulteriori passaggi tecnici, dilatando inevitabilmente il cronoprogramma delle opere.

Più incerta, invece, la sorte di Palazzo Bonelli, lo storico edificio di corso Garibaldi individuato come futura sede del museo e della fondazione della Disfida di Barletta. Qui il problema è di natura economica: servono 13 milioni di euro per dare il via al cantiere di restauro, ma al momento le risorse non sono ancora state reperite.

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