La domenica degli 8000: al Puttilli alle 15:30, momento del fischio d’inizio di Barletta-Fasano, non ci sarà spazio nemmeno per uno spillo. Come per Barletta-Martina, più che per Barletta-Martina. Su sponda biancorossa è l’occasione per avvicinare ulteriormente il salto di categoria, per gli ospiti il bottino grosso varrebbe la definitiva riapertura della corsa al primo posto, oggi distante cinque punti a quattro giornate dal termine della regular season.
Barletta-Fasano sarà una somma di duelli, fatti di agonismo, qualità, quantità e leadership. Andiamo con ordine e partiamo dalla difesa, che sa anche far male in area avversaria: Marco Manetta è a quota tre reti stagionali, Pol Garcia Tena – tornato al centro del Fasano nella seconda parte di stagione – è arrivato a due con il centro al Ferrandina. Le spine dorsali proseguono poi con menti estremamente veloci e che con la Serie D hanno poco a che fare: quella di Mimmo Franco – iconica la sua arrampicata sui cancelli dello stadio di Cardito dopo il gol partita con il Nola – domina da gennaio la mediana biancorossa, quella di Aniello Salzano è il backup in campo delle idee veicolate dalla panchina da Pasquale Padalino. Risalendo la corrente fino alla trequarti, ecco i capitani infiniti, più forte delle carte di identità: i 37 anni di Riccardo Lattanzio, anima del Barletta con sette reti e a caccia della settima promozione in carriera, opposti ai 35 che Vincenzo Corvino, 11 gol e sei assist sin qui, compirà tra meno di un mese. Più vanno avanti, più migliorano e diventano irrinunciabili. C’è poi un attore protagonista che tornerà in carreggiata dopo più di un mese e mezzo ai box per squalifica: Giancarlo Malcore, conteso proprio da Barletta e Fasano nello scorso novembre prima di scegliere la via della città della Disfida. Tutti presenti, allora, o quasi. Perché i biancazzurri dovranno fare a meno di Bruno Barranco, il loro centravanti fermato dal giudice sportivo, mentre in casa biancorossa mancherà un under sin qui sempre titolare come Vincenzo Ragone, espulso con il Nola. La linea da seguire l’ha dettata Massimo Paci.



































