Proseguono gli accertamenti della Procura di Trani sui presunti danni ambientali causati dagli interventi di preparazione al Jova Beach Party ospitato sul lungomare di Barletta nell’estate del 2022. Le operazioni eseguite sull’arenile di Ponente, secondo l’accusa, avrebbero trasformato l’habitat costiero, con danni alle dune ed alterazioni dell’ecosistema. Ieri, davanti ai Carabinieri Forestali, erano previsti gli interrogatori dei tre indagati: si sono avvalsi della facoltà di non rispondere il dirigente comunale Francesco Lomoro e il progettista incaricato dalla società organizzatrice del concerto, Mario Luigi Dicandia. Ha invece fornito la sua versione dei fatti l’avvocato Michele Cianci, sostenendo che la Barsa di cui all’epoca era amministratore non avrebbe avuto alcun ruolo nei lavori di livellamento della spiaggia. La vicenda è stata oggetto di una domanda di attualità durante l’ultimo consiglio comunale, in riferimento soprattutto al nuovo concerto di Jovanotti previsto a Barletta il prossimo 17 agosto. Le opposizioni hanno chiesto rassicurazioni sull’idoneità ambientale del terreno dell’ex cartiera che dovrà ospitare l’evento. Il sindaco ha reso noto che le analisi dell’Arpa hanni rilevato, in una porzione di suolo, un superamento dei limiti di Floruri e Policlorobifenili, inquinanti organici persistenti pericolosi per l’uomo. “Ma sono limiti – ha evidenziato il sindaco – fissati per terreni ad uso agricolo e residenziale e non per terreni a destinazione industriale”. Ad ogni modo – ha proseguito Cannito – il Comune non è stato ancora interessato dell’organizzazione del concerto.

Per rassicurare i cittadini e i 30mila spettatori previsti per il concerto, il sindaco ha intenzione di chiedere anche un parere della Asl.

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