Il nuovo impianto di trattamento delle acque di prima pioggia, collaudato a dicembre dello scorso anno e mai entrato in funzione, anche quando sarà operativo non risolverà il problema degli scarichi fognari abusivi che finiscono in mare attraverso il Canale H. E’ il motivo per cui il sindaco Cannito ha chiesto ad Acquedotto Pugliese di avviare un nuovo ciclo di campionamenti ed ispezioni per scoprire eventuali immissioni abusive nel canale da parte di privati. In passato analoghi accertamenti portarono ad importanti risultati: furono scoperte e riparate diverse rotture nelle condotte di fogna nera ma soprattutto vennero alla luce allacci abusivi alla rete della fogna bianca per i quali vennero sanzionati un condominio ed un caseificio.
Cannito ha anche fatto eseguire quattro prelievi di campioni d’acqua nel tratto di costa antistante il Canale H da far analizzare ad un laboratorio di Foggia. I risultati sono attesi entro mercoledì della prossima settimana. Accertamenti che il sindaco ha avviato in seguito alla diffusione dei dati di Goletta Verde che indicano nel tratto della litoranea di Ponente in cui sfocia il Canale H l’unico punto della costa pugliese “fortemente inquinato”. Una fotografia, quella scattata dalla campagna di monitoraggio di Legambiente, che invita le autorità competenti a sorvegliare con attenzione le criticità emerse. Anche se poi i dati, come spesso accade, differiscono dai risultati delle analisi compiute dall’Arpa. Nel mese di giugno, infatti, i controlli dell’Arpa non hanno rilevato alcuna anomalia nelle acque di Barletta. Cannito ha anche spiegato che la tombatura del Canale H non è mai stata presa in considerazione per l’opposizione della Soprintendenza, contraria ad un’alterazione permanente del paesaggio costiero. Ora si attendono novità sull’impianto di trattamento delle acque di prima pioggia ricadenti nel Canale H, costato 2milioni e 200mila euro, pronto ad entrare in funzione dopo il collaudo avvenuto a dicembre. Ma è necessario che qualcuno si occupi della sua gestione. Il Comune ha interpellato la Barsa, Acquedotto Pugliese e la stessa società che ha realizzato l’impianto, la Doronzo Infrastrutture, ma tutte hanno rifiutato perché prive delle competenze necessarie. La scelta alla fine è ricaduta su una società di Jesi, in provincia di Ancona, la Hydromep Srl, che potrà avviare la gestione dell’impianto una volta risolti gli ultimi adempimenti burocratici.
Il nuovo impianto, costituito da una serie di vasche interrate e coperte, è progettato per intercettare le acque di prima pioggia, cioè quelle che cadono all’inizio di un evento piovoso e che, lavando strade e superfici urbane, raccolgono la maggior parte degli inquinanti. Queste acque vengono prelevate dai collettori esistenti, convogliate in un punto di raccolta comune e successivamente inviate a un impianto di trattamento, dove vengono depurate prima di essere scaricate in mare attraverso il canale H




































