È partito dalla sua città, Barletta, e lì è tornato martedì sera, Giacomo Giuseppe Colaprice, per presentare il suo libro “La resistenza dimenticata del Sud Italia. I fatti di Barletta”, presso la libreria Mondadori cittadina.

Colaprice, ricercatore presso la Fondazione Gramsci di Bari e docente a Cremona, partendo da una rielaborazione in chiave saggistica della sua tesi di laurea, ha raccontato una pagina storica fondamentale per la storia dell’Italia repubblicana: come la Resistenza del Sud Italia, in particolar modo nella città della Disfida, abbia contribuito alla liberazione dal nazifascismo, seppur resti spesso sommersa e dimenticata da molti.

Ma la Storia è fatta da grandi uomini e, sottolinea Colaprice, nel caso della Resistenza, compresa quella barlettana, da tante donne: dunque, non solo il Colonnello Grasso, ma Lucia Corposanto e Addolorata Sardella, che salvarono l’unico sopravvissuto al tremendo eccidio avvenuto a Barletta il 12 settembre del 1943, per mano dei tedeschi all’indomani dell’armistizio. Nello stesso giorno vide la morte a fucilate anche la piccola Rosaria Cannito, di appena 11 anni. Ed è proprio grazie a personaggi e all’alacre lavoro degli storiografi che è possibile recuperare la nostra memoria, dice Colaprice con gratitudine.

Damiana Civita