Il nome di Mario Doronzo, 69 anni, barlettano, è uno dei più noti nel settore delle grandi opere pubbliche del territorio pugliese. La sua azienda, la Doronzo Infrastrutture S.r.l., ha firmato negli anni imponenti commesse, tra cui la realizzazione dei sottovia di via Andria e via Vittorio Veneto proprio a Barletta. Oggi, quell’impero dell’edilizia finisce sotto la lente d’ingrandimento della Squadra mobile di Palermo. Secondo la tesi dei magistrati siciliani – basata sui riscontri di un trojan installato su uno smartphone – sarebbe stato proprio il costruttore barlettano a consegnare una mazzetta da 5.000 euro in contanti direttamente a Gaetano Armao, il 29 ottobre dello scorso anno. Un presunto passaggio di denaro per sbloccare una variante da tre milioni di euro per un appalto contro il dissesto idrogeologico nel Ragusano. La consegna sarebbe avvenuta a Roma, all’interno di un ufficio del Senato nella disponibilità di Marcello Vernola (consigliere giuridico della Commissione Ambiente di Palazzo Madama ed ex presidente della Provincia di Bari, estraneo all’indagine).
La figura di Armao, 64 anni, è il fulcro di questa inchiesta. Avvocato amministrativista, docente universitario ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, ricopriva fino a pochi giorni fa l’incarico di consulente giuridico del governatore della Sicilia, Renato Schifani. Armao è inoltre marito della magistrata Giusi Bartolozzi, ex deputata ed ex capo di gabinetto del ministro della Giustizia Carlo Nordio. Per Armao la Procura ha chiesto la custodia cautelare in carcere. Secondo gli inquirenti avrebbe messo in piedi un sistema stabile e sistemico mirato a riscuotere tangenti da vari imprenditori in cambio di favori, interventi su appalti pubblici e agevolazioni burocratiche. Stessa misura restrittiva è stata sollecitata per l’altro principale indagato, l’avvocato palermitano Pierluigi Matta, da poco sospeso dal Csm dal ruolo di commissario d’esame per il concorso in magistratura e ritenuto dagli inquirenti il presunto intermediario del sistema corruttivo.
Gli accertamenti sulla posizione di Mario Doronzo sono ancora nella fase preliminare. Gli interrogatori difensivi sono programmati a Palermo per la prossima settimana.


































