Si torna a parlare del referendum costituzionale a cui saremo chiamati tutti a esprimerci nel prossimo autunno, forse a novembre. Il referendum vuole essere un momento di riflessione collettiva, che vuole riempire quelle maglie della democrazia partecipativa che nonostante tutto esiste. Questa volta l’occasione per approfondire l’argomento di non comune diffusione e conoscenza, è stato l’incontro “Referendum sulla Riforma Costituzionale. Luci e ombre”, promosso dall’associazione “Argomenti 2000 – associazione di amicizia politica” fondata a Roma nel 2005 e che ieri sera ha presentato il Circolo territoriale di Barletta cui fanno capo la provincia BAT e Nord Barese. Tra i promotori dell’associazione vi è l’on. Ernesto Preziosi, deputato del Partito Democratico, vicino ad Azione Cattolica di cui è stato vicepresidente nazionale, e che ieri ha offerto una riflessione schietta ed equilibrata su tutti gli aspetti della riforma. L’onorevole ha analizzato i punti principali, che è necessario conoscere per poter effettuare al meglio la propria scelta individuale: quindi l’elezione del Presidente della Repubblica, che stando alla riforma richiederà un numero differente di parlamentari che servono alla sua elezione, considerando anche il cambiamento del numero dei parlamentari, dei senatori in particolare, che stando alla riforma Boschi diventerebbero 95 più gli ex Presidenti della Repubblica e i senatori a vita; riguardo ai risparmi offerti da tale riforma, Preziosi ha riferito un certo tentennamento su questo argomento visto che l’apparato generale del Senato rimane comunque e dunque le spese che si vanno ad abolire saranno minime, sottolineando che se l’obiettivo principale e unico fosse stato quello del risparmio si avrebbe fatto meglio ad eliminare completamente il Senato; la questione dei decreti del Governo, che verranno eliminati da questa riforma per eludere un problema che negli ultimi anni ha visto in questi un costante aumento di riferimenti da parte dell’Esecutivo; l’eliminazione di alcuni enti, ormai ritenuti inutili come il CNEL o gli apparati provinciali che già sono stati ridotti precedentemente, ma non eliminati; non poteva anche mancare il riferimento alla compresenza con una legge elettorale, detta Italicum, motivo principale di critica da parte dei sostenitori del No. Molti temi come  questi affrontati anche dal dibattito che ha fatto seguito. Le polemiche riguardano anche l’opportunità di rivedere le regole previste dall’eventuale legge elettorale, su cui neanche la maggioranza parlamentare iniziare a esprimere dubbi e lo svuotamento, da una parte, delle autonomie territoriali.

pubblco della sala “V. Palumbieri”

La disputa interna anche al Partito democratico che sostiene il Sì al referendum, è assolutamente evidente in questi giorni anche a livello nazionale. Sono trascorsi decenni invano, senza produrre una riforma su tali argomenti che trovasse un appoggio dalle parti politiche, o come sappiamo ad alcuni quesiti referendari. Si potrebbe dire che le occasioni non sono mancate, forse sono state sprecate. Il tema che oggi grazie al referendum diviene di scottante attualità, riguarda la Costituzione del 1948 su cui si è sollevata un’accesa disputa tra le parti politiche, fomentata anche dall’errato modo di personalizzare il risultato del referendum da parte del Presidente del Consiglio Renzi. Ma questo probabilmente non era lo stesso spirito che mise insieme gli animi dei nostri Padri costituenti. Ricordiamo che, trattandosi di un deferente di tipo costituzionale, non richiede il raggiungimento di un quorum (50% +1) come per i referendum abrogativi, ma il tutto verrà comunque deciso da chi vorrà recarsi alle urne.

14274286_10209133380985069_1964706427_oSono intervenuti anche il prof. Antonio Citro, attivista dell’associazione, e l’avv. Claudia Dipasquale; tra il pubblico presenti anche il consigliere regionale Sabino Zinni, la presidente regionale del PD, Assuntela Messina e il sindaco Pasquale Cascella, che ha portato i saluti istituzionali.