A cura di Lucia Pepe
Che la Puglia negli ultimi anni sia stata fucina di talenti ed eventi musicali non trascurabili non è più un segreto per nessuno. Così, nell’ampio panorama musicale pugliese, a distinguersi come una delle formazioni più interessanti e promettenti del territorio c’è anche quella dei “The Whip Hand”, band nata a Trani nel 2012 da Tony Bruno, Gianni Ricchiuti e Francesco Adduce e che vede ora in nuova formazione Luca Occhionigro per voce e synth e Gianluca Muti alla batteria al fianco dei membri storici Gianni (alla chitarra) e Francesco (al basso). Pugliesi si, ma con un sound tutt’altro che locale con influenze che vanno dal post-punk alla new wave e allo shoegaze. Dopo “Mist”, primo Ep autoprodotto e dal suono più dark, e “Wavefold” (con produzione targata Strawberry Records/RockContest Controradio e distribuzione Audioglobe), The Whip Hand sono tornati nell’ottobre del 2015 all’autoproduzione con l’Ep “Still life”: 5 tracce fra The Cure ed Editors (per citare alcune delle influenze della band riscontrabili all’ascolto) che non hanno nulla da invidiare a quelle create da band più note del panorama cosiddetto “indie”, italiano e non.
«Con Still Life l’umore è molto diverso-ci racconta Francesco-e ciò ha reso possibile attirare anche ascoltatori che seguono più che altro la scena indie-pop contemporanea (oltre ai fedelissimi che ci seguono da anni). Per come la vedo io, Still Life è il lavoro di transizione tra quello che componevamo prima e quello che ci sarà nel nuovo disco del quale sono già pronti la maggior parte dei brani: una tracklist che comprenderà pezzi molto diversi tra loro e più complessi a livello compositivo ma che probabilmente potranno essere accolti dal pubblico con più facilità rispetto alle produzioni precedenti». In cantiere dunque un nuovo album che, promette Francesco, verrà curato nei minimi dettagli: «Stiamo incidendo di volta in volta delle pre-produzioni in sala prove e curando più minuziosamente l’idea del sound definitivo che ci prefiggiamo”.
E come immaginabile, non solo le registrazioni ma anche l’esibizione live ha avuto una sua evoluzione con lo stabilizzarsi della nuova formazione a quattro: «Dall’ultimo cambio di line up, il live ha subito molte variazioni. Siam partiti con il synth-spiega Luca-abbandonato poco dopo poiché abbiamo deciso di intraprendere direzioni nuove e abbiamo trovato un nuovo equilibrio che viene incontro a nuovi spiragli di sperimentazione all’interno del gruppo. Dunque, dentro una seconda chitarra e via il synth e, per sopperire a questa assenza, ci portiamo dietro delle sequenze che inseriscono dei tasselli ormai fondamentali per i nostri brani, specie in quelli nuovi». E se il 2017 vedrà probabilmente l’uscita del nuovo disco firmato TWH, i quattro di Trani però, più che puntare sulla pubblicità social tanto di moda, preferiscono far parlare la loro musica, lontani dalle dinamiche Puglia Sounds e senza le “conoscenze giuste” (scherza Francesco): “gli operatori del settore musicale in Puglia non li conosciamo davvero o comunque non li abbiamo mai visti. Sarebbe bello vederli entrare nei locali dove si suona musica inedita e sarebbe bello che anche qui da noi fare musica non venga più visto come un hobby ma come un vero e proprio lavoro che necessita fatica. Tornando a noi, per ora pensiamo a suonare e a comporre al meglio come abbiamo sempre fatto.. il resto, se verrà, verrà da sé”.






































