«Avevamo informato il Presidente della Repubblica delle nostre attività barlettane: del convegno internazionale su “La Disfida di Barletta. Storia, Fortuna, Rappresentazione” e di tutte le iniziative scientifiche ad esso correlate, a cominciare da quelle di sostegno allo studio e al lavoro giovanile, con le borse di studio 2016 già assegnate e quelle da bandire nel 2017, e di recupero del patrimonio materiale e immateriale.
L’altro giorno, inaspettata, è arrivata la medaglia della Presidenza della Repubblica Italiana, che è uno dei premi di rappresentanza che la massima istituzione nazionale riserva a iniziative che abbiano particolare e positivo riscontro sui territori». Così Sergio Chiaffarata (presidente dell’Associazine centro studi Normanno-Svevi) e Victor Rivera Magos (coordinatore del progetto “Storia della città”) introducono il comunicato nel quale annunciano di aver ricevuto dalla Presidenza dell’anno Repubblica una medaglia a riconoscimento dell’interesse degli studi condotti sulla Disfida di Barletta.

«È inutile dire- proseguono Chiaffarata e Victor Rivera Magos- che ne siamo orgogliosi e che si tratta di un riconoscimento che tutta l’associazione prende come un impegno a continuare ad operare con serietà e visione per il futuro. Un impegno preso, a questo punto, non solo con Barletta, ma con l’intero Paese.
La nostra è un’associazione di “giovani”. Ne fanno parte studenti, dottorandi di ricerca, dottori di ricerca, ricercatori, insegnanti nella scuola, guide turistiche, semplici appassionati… tutte persone che, in un modo o nell’altro, cercano con serietà di portare avanti quello che hanno appreso da buoni maestri e da altrettante buone pratiche di lavoro.

Con una visione comune, che è quella che intende rimettere al centro della discussione pubblica la Storia, depurata dalle superfetazioni illusionistiche del racconto immaginifico e dall’improvvisazione e restituita all’insegnamento, alla pratica quotidiana, al valore aggiunto che essa può rappresentare per i contesti nei quali viene proposta. Valore di metodo, prima di tutto, e di rigore nell’analisi, conseguentemente. Valore di conoscenza.

Lo facciamo con i Mercoledì con la storia, in Laterza a Bari, ormai da quasi dieci anni. Lo facciamo con le attività barlettane, che dall’anno scorso hanno trovato una strutturazione grazie alla sottoscrizione di una convenzione triennale che ci consente di lavorare programmando, e dunque facendo un importante salto di qualità (sarebbe bello se ogni Comune pugliese facesse quello che sta facendo Barletta). Lo facciamo con le piccole e grandi iniziative territoriali, dalle presentazioni di libri ai convegni scientifici. Lo facciamo nelle scuole, con i ragazzi.

Lo facciamo con passione, che è l’unica leva che ci muove. Passione politica, potremmo dire, convinti, tutti, come siamo, che gli intellettuali odierni – perché sì, ci sentiamo intellettuali, anche se giovani e poco riconosciuti da un contesto conservatore e tradizionalista – debbano sporcarsi le mani scendendo e lavorando nel quotidiano, con la gente, tra le persone, proponendo la propria visione politica in modo rigoroso e meditato, controcorrente rispetto al magma di proposte irriconoscibili e tutte simili tra loro. Intendiamoci, non siamo i soli. Come la nostra, molte sono le associazioni che operano sui territori con lo stesso spirito e le stesse difficoltà. Ecco perché con questa lettera ringraziamo anche loro per quello che fanno.

Questo riconoscimento, concesso dalla Presidenza della Repubblica su un progetto importante come quello che lentamente e con passi meditati e cadenzati si sta realizzando a Barletta, ci rinfranca delle difficoltà quotidiane, dei problemi di incomprensione e delle ostilità preconcette che, spesso, troviamo davanti a noi. E ci dice che stiamo andando nella giusta direzione, che è quella della valorizzazione di un patrimonio che non è proprietà di nessuno, né delle città né di singole persone, ma è comune. Un patrimonio che, soprattutto, non è delle generazioni passate, ma di quelle presenti, alle quali è provvisoriamente affidato, e di quelle che verranno dopo di noi.

Quel patrimonio si chiama “memoria”, ed è per questo che va toccato con cura, con guanti di lana, e gli va concesso un impegno fatto di serietà e lavoro, e non di particolarismi e strepiti o, peggio, di rivendicazioni identitarie.
Consentiteci per questo di ringraziare quanti in questi anni ci sono stati accanto e hanno compreso quello che volevamo fare. Tutti. Consentiteci anche di dire un grazie sincero anche a quanti si stanno impegnando sul progetto barlettano, che è poi quello che è stato premiato dalla Presidenza della Repubblica, a cominciare dal Comitato scientifico dello stesso, dal Comune di Barletta e dai suoi dipendenti, dai responsabili organizzativi, dalle Università e gli Istituti che lo accompagnano, agli sponsor che ci sostengono, sino a quanti tra relatori, ospiti e partecipanti hanno voluto arricchire il convegno sulla Disfida di Barletta appena conclusosi e che è stato un successo scientifico di grandi proporzioni, oltre che una piccola scommessa vinta.

Dalla Disfida ci sembra bello poter ripartire, dal significato simbolico e mitico del riscatto italiano che essa ha assunto nel tempo, ma con un ottica moderna, che è europea e mediterranea al contempo e, aggiungiamo, che merita di essere affidata alle nuove generazioni e alla loro visione, così come, dagli anni Sessanta del Novecento, altrettante generazioni la seppero raccogliere e innovare, di volta in volta.

Siamo convinti- concludono i due docenti- che a Barletta si debba parlare di Disfida partendo dalla costruzione di una meditata ed eterogenea conoscenza storica e letteraria che serva a edificare un futuro di dialogo, accoglienza, integrazione, scambio: un futuro, conseguentemente, di ricchezza e crescita per l’intero territorio. Questo è il significato che vogliamo darle, e darne a tutta la nostra attività, sperando nella graduale comprensione del nostro lavoro e nel suo arricchimento attraverso la collaborazione tra persone e associazioni.
Grazie a tutti, l’Associazione del Centro Studi Normanno-Svevi».