“Un nuovo modo di fare impresa“, l’impresa nel sociale è uno dei principali obiettivi che l’associazione “I bambini delle fate” porta avanti ormai da anni, da quando il suo fondatore, Franco Antonello, la diede alla luce, vivendo egli stesso con la realtà di un figlio autistico. La storia di Franco e Andrea è una storia di meraviglia e di coraggio, un esempio a non demordere quando la vita si presenta così dura in tutta la sua concretezza. Franco ha infatti sin da subito iniziato ad affrontare con positività la necessità di crescere un figlio autistico e lo ha fatto fondando un’associazione che mediante l’aiuto dei privati riuscisse ad aiutare le famiglie che necessitavano di un sostegno economico per curare i propri figli autistici, con numerosi progetti sviluppati in tutta Italia tra cui, ad esempio, quello di una struttura alberghiera in Sicilia gestita interamente da ragazzi autistici, coordinati da una “madre coraggiosa”. Anche a Barletta questa realtà ha preso piede, con circa dieci aziende che sostengono una spesa mensile per contribuire al sostegno delle spese mediche delle famiglie di bambini con disturbo dello spettro autistico.

ABA-Lab S.I.V.O.L.A. centro ABA per l’autismo e la neurodiversità ha avviato dallo scorso anno la propria collaborazione con “I bambini della fate”, giungendo ad organizzare la scorsa sera, presso la libreria Einaudi, un incontro con le famiglie già in collaborazione con l’associazione e con la cittadinanza tutta, durante il quale Luca Miotti, responsabile de “I bambini delle fate ha consegnato il primo contributo conseguito nell’ambito del progetto “Abilitiamo” che agevolerà le spese sostenute dalle famiglie barlettane per le terapie mensili.

Nel corso dell’incontro poi alcuni genitori e collaboratori in rete con l’associazione ABA-Lab S.I.V.O.L.A hanno fornito delle preziosissime testimonianze, raccontando della propria esperienza nell’ambito dell’associazione. Come ha sostenuto la dottoressa Erica Lacerenza, Psicologa Psicoterapeuta cognitivo comportamentale e consulente ABA in formazione, che supervisiona il progetto :«I genitori sono la nostra motivazione, un tassello importantissimo del nostro percorso grazie ai quali è possibile creare una collaborazione virtuosa per poter mettere in circolo energie positive.»

«L’incontro con Erica è stato per noi un miracolo – ha raccontato un padre – prima brancolavamo nel buio. La nostra bambina ha fatto progressi enormi grazie alla passione e alla professionalità di Erica e delle sue collaboratrici.».

«Quando ho scoperto che mio figlio aveva qualcosa di diverso mi è caduto il mondo addosso, -ha raccontato durante l’incontro una madre – ho avuto un forte crollo emotivo ma ho cercato di trovare un canale che mi aiutasse alla risalita, così ho trovato Erica che mi ha insegnato sin dall’inizio a puntare sulle capacità emergenti di mio figlio e non sulle sue mancanze, mi ha insegnato a capire questo mondo, ad entrarci e a darmi da fare.»

Infine è intervenuto all’incontro il vice sindaco Antonio Divincenzo, il quale ha sottolineato l’importanza che anche l’amministrazione faccia sempre di più nel sociale. «Credo che si faccia sempre troppo poco in questo senso. Penso sia fondamentale rivedere i nostri piani sociali di zona per attivare le nostre buone pratiche, bisogna diffondere la bontà di questo progetto per far rete insieme.»