La passione e la conoscenza dei fatti raccontati e spiegati come se non ci fosse nulla da obiettare ai ragionamenti storici-filosofici portati ieri sera, nella cornice di Palazzo Della Marra, dal prof. Giuseppe Vacca, docente universitario barese, già deputato del PCI dal 1983 al ‘92, oggi presidente della Fondazione Istituto Gramsci di Roma, grande studioso del marxismo contemporaneo. Ha partecipato al dialogo con la docente del Liceo classico “Casardi” di Barletta Emilia Cosentino, nell’ambito delle attività del “Maggio dei Libri”, coordinate dalla Biblioteca comunale “S. Loffredo” patrocinato dal Comune di Barletta. Per l’occasione è stata presentata la ristampa anastatica de “Il Capitale” (2° edizione Firenze, Casa Editrice La Controcorrente, 1913) di Carlo Marx compendiato da Carlo Cafiero. Il nostro concittadino aveva realizzato un compendio di più semplice comprensione, per divulgare meglio tra i lavoratori la dottrina del celebre socialista tedesco; tale copia fa parte del patrimonio di assoluto valore storico-documentario, tenuto conto della loro presenza nei cataloghi bibliografici di pochissime biblioteche nazionali. Secondo il professore il Capitale è un testo fondamentale per la storia umana.18426236_10211398176323537_642694805_o

La descrizione gradevole del suo concittadino contemporaneo Giuseppe De Nittis che fa di Carlo Cafiero nel suo Taccuino per esprimere il rapporto empatico con la figura dell’anarchico barlettano, è stato il punto d’inizio per una riflessione ampia e approfondita sulle tematiche che legano le origini del pensiero marxista al pensiero progressista italiano di oggi. Una figura centrale del pensiero socialista della seconda metà dell’Ottocento come Cafiero, che muore casualmente proprio quando in Italia nasce il Partito socialista nel 1892. La via italiana al socialismo che dura circa un secolo fino agli anni ‘70 quando il proletariato viene disperso e confuso con un’altra rivoluzione industriale che è quella informatica; già alla fine dell’800, con una Seconda Internazionale si assiste alla fusione del pensiero di Marx con il socialismo dal volto più istituzionale. Il professore ha poi riflettuto sui concetti che riguardano il mondo del lavoro oggi, la falsa rivoluzione neo-liberista, il concetto di populismo che affonderebbe le proprie radici proprio nei movimenti socialisti richiamando il rapporto diretto dei leader con il proprio popolo, ormai inquinato dai tentativi odierni di partiti e movimenti populisti. La necessità di esprimere una realtà sovranazionale come quella europea, non andando a “battere i pugni sul tavolo” a Bruxelles come spesso si dice mediaticamente ma facendo valere le priorità di una realtà che necessita di essere costruita, e l’Italia in essa: «come – ha detto Vacca – aveva iniziato a fare il Governo Renzi.

18451883_10211398172283436_738989957_oIl sindaco Pasquale Cascella è intervenuto per introdurre e per concludere l’intervento del professore, riflettendo sulla necessità di farsi carico dei bisogni della gente per ricostruire la sinistra; presente anche Matilde Cafiero, barlettana discendente proprio dello stesso Carlo.