Domani alle 15.30 a Barletta presso l’Auditorium della Chiesa dei Monaci in via Milano, si terrà incontro organizzato da M.G.A., il sindacato degli avvocati e la Consulta delle professioni della C.G.I.L sul problema fino ad oggi occultato del lavoro nero degli avvocati negli studi legali.

«Negli studi legali – dichiara l’avvocato barlettano Cosimo D. Matteucci, presidente nazionale di M.G.A., sono occultate gravissime forme di sfruttamento del lavoro sia di praticanti che di avvocati, che di fatto sono dipendenti, ma che invece sono niente, perché formalmente non esistono, perché lavorano a nero per 3 o 400,00 euro al mese quando va bene, e quando va male non percepiscono nulla, perché la loro partita iva è finta e nasconde un vero e proprio rapporto di lavoro subordinato, e questo accade anche a Barletta, Andria e Trani e in tutte le città della provincia e d’Italia.

In Francia vengo definiti Avvocati “sans papier”, in Italia crediamo che la definizione migliore sia proprio quella di precari, perche da un momento all’altro il rapporto di lavoro, che di fatto è un rapporto di lavoro subordinato, può cessare, e può cessare per qualsiasi motivo, anche senza preavviso, e da un momento all’altro ci si può ritrovare per strada, senza diritti e senza garanzie, e con la quasi impossibilita di riconvertirsi, di reinventarsi, specialmente a 40 o a 50 anni.

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Per assurdo, negli studi legali, lo sfruttamento del lavoro è stato alimentato proprio dalla legge professionale, la legge 247/12, che prevedendo l’incompatibilità dell’esercizio della professione “con qualsiasi attività di lavoro subordinato” ha di fatto fornito ai datori di lavoro, ai domini, la copertura legale per evitare la contrattualizzazione del rapporto di lavoro. Quella che vi sto raccontando – continua l’avvocato sindacalista – è una realtà amara, che riguarda moltissimi professionisti, i quali da un lato hanno un trattamento lavorativo equivalente o spesso peggiore di quello riservato a un normale impiegato, dall’altro hanno gli stessi oneri fiscali e previdenziali del loro datore di lavoro.  Questo è ciò che accade nell’Avvocatura, ma questo, sulla base di un’analisi progressivamente più ampia, è ciò che accade in tutte le altre professioni intellettuali, ed in generale in tutto il comparto del lavoro autonomo, e più in generale ancora in quello delle partite iva.

E questo accade perché la partita iva è diventata il nuovo strumento della precarizzazione, questo accade perche la partita iva è diventata il nuovo strumento dello sfruttamento del lavoro, e lo è diventata ovunque.
Questa situazione deve finire, con l’abrogazione di quella incompatibilità e con il riconoscimento della figura dell’avvocato dipendente, l’avvocato in monocommitenza, cosi come deve finire lo sfruttamento del lavoro dei praticanti, per i quali abbiamo già proposto l’adozione del contratto di apprendistato.

Con la Consulta delle professioni della CGIL abbiamo elaborato una proposta di legge già presentata alla Camera dei Deputati finalizzata all’eliminazione di quell’incompatibilità, ne parleremo domani con Cristian Perniciano responsabile nazionale della Consulta e il prof. Adalgiso Amendola, ordinario di sociologia del diritto all’Università di Salerno, modererà l’incontro l’avv. Francesco Trapani, referente di MGA per il foro di Trani.
Il mondo del lavoro autonomo sfruttato e sottopagato è in fermento in tutt’Italia, l’obiettivo è sindacalizzare e politicizzare tutti i lavoratori a partita iva che rientrano nella fasce economicamente più deboli delle varie categorie professionali, l’obiettivo è incrociare le lotte di tutti e con tutti i lavoratori e a tal fine stiamo organizzando incontri in tutt’Italia, domani saremo a Barletta, e tanti altri ne seguiranno».