Vi è mai capitato, parlando con gente non originaria della nostra città, di utilizzare una parola o un’espressione che non è stata compresa? Baguglio, abbushcare, cillone, sono parole che fanno parte del nostro lessico propriamente barlettano. Le usiamo nella nostra quotidianità, solitamente in contesti intimi e familiari, e richiamano spesso dei ricordi, poiché si imparano durante l’infanzia dai nonni e genitori.
Queste parole si rivelano solitamente impossibili da tradurre, perdendo irrimediabilmente qualcosa nella loro controparte italiana. Manca sempre qualcosa, si perde la loro autenticità, il significato più nascosto, il riferimento specifico a qualcosa di “nostro”. Bisogna ammetterlo, usare “chiangone” al posto di “masso” o per riferirci a una persona particolarmente pesante, ha tutto un altro sapore. Espressioni che non tutti possono capire e che, come tutti i dialetti, creano un senso di appartenenza a una comunità, una sorta di linguaggio in codice tra simili che ci lega alle nostre radici e costituisce la nostra “barlettanità”.
E quando si parla con i “forestieri” può essere divertente cercare di diffondere l’uso di quella parola, spiegandola in italiano, e dimostrare il suo essere unica e insostituibile. In questo compito divertente ci può aiutare Luigi Cascella, gestore della pagina Facebook Barletta VHS e dell’omonimo profilo Instagram, che genera contenuti ironici legati alla realtà barlettana di tutti i giorni e che ha di recente inaugurato la rubrica delle definizioni di parole barlettane, basandosi sui contenuti della pagina papagnol.com, che molti di voi ricorderanno.
«La pagina è nata per gioco, ma è diventata molto seguita a Barletta e mi sto divertendo parecchio a gestirla- ci ha raccontato Luigi- C’è un trend di pagine simili alla mia in questo momento sui social, riferite ad esempio a Bari o a Napoli, città che offrono una grande varietà di contenuti. Io nel mio piccolo non mi ispiro solo a loro ma anche ad altre pagine che fanno meme, attingendo alla nostra piccola realtà, che offre comunque tanti spunti».
Ormai da tempo Luigi si è ritagliato un suo spazio a Barletta, con i suoi progetti da graphic designer da cui traspare sempre un grande amore per la nostra città e le nostre tradizioni. Questa rubrica può essere per tutti un’occasione per riscoprire il fascino del nostro vernacolo, patrimonio inestimabile e da proteggere, e di farci una risata, rileggendo magari parole che non sentivamo da tanti anni.
Nel video qui di seguito Luigi spiega per i nostri lettori alcune parole che sicuramente avrete sentito e sentirete in questi giorni di pranzi e cene in famiglia in occasione delle festività.
Così, se a Capodanno ci faremo sfuggire un “Stanno sparando i battaiuli” parlando con i parenti provenienti da tutta Italia, non avremo più dubbi su come spiegarne il significato.






































