Una vignetta raffigurante Barletta dietro le sbarre di una prigione ha aperto in maniera insolita l’incontro con il geniale vignettista satirico Nico Pillinini, tenutosi ieri presso la libreria Cialuna, moderato dal giornalista Nino Vinella. Dopo i primi momenti di stupore generale, l’artista ha spiegato di aver rappresentato l’accoglienza riservatagli dalla nostra città, essendo stato bloccato per 20 minuti dietro un altro tipo di sbarre, quelle del passaggio a livello. La presentazione del libro “La Gazza per rubarvi una risata”, una raccolta contenente tutte le più dissacranti vignette pubblicate da Pillinini sulla Gazzetta del Mezzogiorno, ha aperto il dibattito ad una riflessione sul rapporto tra satira, informazione e potere. «Il mio lavoro non è fare informazione, bensì rappresentare una notizia già pubblicata in maniera inedita, filtrandola attraverso la lente della satira. Si tratta di un lavoro di fantasia a partire da un dato già prestabilito; per questo, per comprendere le vignette bisogna conoscere l’argomento trattato, essendo queste strettamente legate ad un momento storico». L’artista ha poi ripercorso la storia della satira, ricordando gli episodi più o meno recenti in cui la libertà di espressione è stata minacciata: «La satira ha origini antichissime. Già nell’antica Grecia era utilizzata per fustigare gli uomini più influenti, strappando un sorriso. Perciò il rapporto tra satira e potere è sempre stato conflittuale. In molti hanno subito sulla propria pelle gli effetti di questo conflitto, come il famoso Peppino Impastato, che fu assassinato per aver messo in ridicolo, attraverso la radio da lui fondata, i boss mafiosi della sua zona. Un artista satirico dovrebbe essere interpretato con leggerezza e non avere limiti ». Infine Pillinini ha omaggiato con una vignetta l’atleta barlettano Pietro Mennea, criticando con ironia il mezzobusto a lui dedicato, e tradendo un’indignazione dettata dall’affetto per l’atleta e per la nostra città.







































