Flavio Basile, capogruppo di Adesso Puoi, è senza dubbio uno dei maggiori esponenti del centro-destra barlettano. Con lui abbiamo parlato delle prospettive del suo schieramento, della sua idea di crescita della città e di tante altre questioni politiche e di interesse pubblico.
Consigliere Basile, probabilmente in questo momento lei più di ogni altro rappresenta a Barletta l’opposizione al sindaco Cascella. Si sente punto di riferimento del centro-destra?
«Più che punto di riferimento del centrodestra, percepisco giorno per giorno di essere punto di riferimento di tantissimi cittadini che chiedono aiuto, che non trovano ascolto, che sono abbandonati a se stessi, che non si arrendono all’idea di vedere la nostra città morire e con la nostra città i loro figli e le generazioni a venire. In questi due anni e mezzo ho lavorato molto, pungolando quando necessario (cioè sempre) l’Amministrazione Comunale nelle mie funzioni di capogruppo della lista civica Adesso Puoi e di consigliere di opposizione. A questa attività di denunzia e di sprone nei confronti della giunta Cascella e della maggioranza di centrosinistra che da anni malgoverna Barletta, cerco di dare il mio contributo amministrativo anche in qualità di Presidente della Commissione Lavori Pubblici, la cui mole di lavoro e di risultati conseguiti, nel tempo, è sotto gli occhi di tutti».
Qual è in questo momento la situazione all’interno del vostro schieramento, anche all’indomani della dichiarazione di indipendenza della consigliera Piazzolla?
«Stiamo lavorando ad un progetto unitario che non guardi al candidato Sindaco ma ad aggregare le persone perbene della nostra città. Barletta, a differenza di altri comuni, è anomala da questo punto di vista. Barletta ha bisogno del contributo fattivo della società civile che in questa città manca. Solo così sarà possibile generare un cambiamento! Bisogna rimboccarsi le maniche e lavorare, senza fini personali, per migliorare una città sotto schiaffo dei ‘mestieranti della politica’. Rossella Piazzolla, che lei ha menzionato ha già dimostrato di avere consensi e qualità da mettere in campo e fa parte di questa squadra».
Veniamo a questioni più strettamente di attualità. Qual è il suo parere sul caso Lonley Planet? E quali sono le sue proposte per l’incremento del turismo in città?
«Un clamoroso autogol! E’ assurdo che una guida turistica, finanziata peraltro con le tasche dei cittadini da Regione Puglia e dall’agenzia regionale Pugliapromozione, rappresenti una versione completamente distorta del territorio. Così facendo anziché incentivare il turismo non si fa altro che comprometterne l’immagine, infangando un settore in crescita ma soprattutto chi lavora ogni giorno alacremente alla crescita dello stesso. ‘Barletta non è esattamente il posto dove vale la pena passare una notte’ e ‘nel caso vi facesse comodo trascorrere una notte in città, non perdete tempo a cercare una stanza nei B&B a esclusivo uso degli over 70 e le pensioni con i centrini della nonna’ sono soltanto due delle recensioni inesatte e distruttive nei confronti del nostro territorio e mi riferisco, nel primo caso, alla città di Barletta, nel secondo alla vicina Margherita di Savoia. Lonely Planet ha leso la nostra immagine!»

Quali sono le sue proposte per l’incremento del turismo in città?
«Il turismo rappresenta il futuro di Barletta e più in generale del nostro Paese. Io credo fortemente nella crescita turistica della nostra città sia sotto il profilo balneare, ricettivo, attrattivo e del divertimento che sotto il profilo culturale. Barletta, nonostante, le sue tante difficoltà sta già dimostrando una forte vocazione al turismo ed è per questo che una Pubblica Amministrazione ha il dovere di impegnarsi al fine di creare le giuste condizioni di crescita e di sviluppo. Penso alle due litoranee e ad una maggiore valorizzazione e regolamentazione del centro storico».

Strettamente legata a quella turistica è la questione ambientale. Recentemente su Facebook, strumento da lei molto utilizzato per comunicare, ha trattato la questione del canale H, teme l’ennesima estate con problemi di balneazione all’ordine del giorno?
«Il canale H, assieme a tutti gli altri canali, è tematica da affrontare di petto. Le varie Amministrazioni di centrosinistra che si sono avvicendate a Palazzo di Città, nulla hanno fatto per far partire quei lavori necessari a render più pulito il mare di Barletta. Dalle opposizioni, più volte, abbiamo proposto interventi immediati al canale H con un’emendamento da 900mila euro finalizzato ad alleviare una volta per tutte il problema. Non sono da meno gli interventi da effettuare per il fiume Ofanto, per il canale Ciappetta-Camaggio e contro ogni sversamento in danno delle nostre acque marine».

E sulle questioni riguardanti la qualità dell’aria invece come si pone?
«Sulle questioni ambientali credo ci siano grosse responsabilità del passato. La città si è evoluta. Il legame tra politica e mondo dell’edilizia è nei fatti. Negli ultimi cinquant’anni abbiamo assistito ad una scriteriata politica del mattone, finita addiritura alla ribalta della cronaca nazionale. Per questi motivi ci ritroviamo oggi la Cementeria e la Timac a due passi dalle abitazioni. E’ nel passato che vanno ricercate le vere responsabilità. E’ nel passato che si sarebbe dovuta prevedere una mappatura diversa della città, scegliendo tra la costruzione di nuovi immobili e la zona industriale in questione. Colpa anche di un P.U.G. (Piano Urbanistico Generale) mai approvato e che sconta ancora tempi lunghi. Oggi è indispensabile trovare il giusto compromesso per garantire da un lato la tutela dell’ambiente e della salute dei cittadini e dall’altro la tutela dei numerosi posti di lavoro dell’indotto. La cosa che più mi rattrista è la strumentalizzazione che tanti colleghi politici continuano a mettere in campo su una tematica così delicata a partire da una delibera comunale, riveniente da una petizione popolare, ritirata dal Consiglio Comunale e che al momento sembra essersi del tutto arenata. Altro aspetto importante, da noi sollecitato: la dotazione di una centralina di rilevazione dell’aria che sia permanente e non soggetta a spostamenti così come avvenuto di recente».
In qualità di presidente della commissione consiliare lavori pubblici vuole farci un breve sunto della situazione relativa agli impianti sportivi barlettani?
«Sugli impianti sportivi mi consenta di dare merito al lavoro operato dalla mia Commissione e da tutti i componenti della stessa: il vice presidente Calabrese ed i consiglieri Damato, Dicorato e Scelzi. Ritengo che le nostre attenzioni-sollecitazioni ed i nostri atti di indirizzo siano stati in più occasioni determinanti al fine di scuotere la dormiente Amministrazione Cascella. Sul ‘Puttilli’, per esempio, solo dopo una nostra denunzia si è venuti a conoscenza di una verità sottaciuta dal sindaco Cascella, ovvero, la necessità di nuovi interventi strutturali per l’ottenimento dell’agibilità dell’impianto. Oggi gli ulteriori lavori previsti non sono ancora partiti anche perchè non vi è alcuna copertura finanziaria. Il contentino dell’Amministrazione Cascella sta nell’ampliamento del ‘Manzi-Chiapulin’ entro settembre. E’ dalla scorsa estate che si sarebbe dovuto provvedere ai lavori ma ad oggi non vi è traccia alcuna della gara d’appalto, staremo a vedere. Importante è inoltre intervenire sul terreno di gioco e sugli spogliatoi del ‘Lello Simeone’ e sul tetto del Pala ‘Borgia’».

Qual è il giudizio che lei da all’operato del sindaco in questi primi 3 anni di governo?
«Mi sarei aspettato di più da questo Sindaco e invece devo riscontrare che è peggio di Maffei. Completamente lontano dalla città di Barletta e dalle esigenze dei barlettani. Un’Amministrazione che sino ad oggi non si è distinta per nulla se non per grazia ricevuta e lavori già programmati. Una classe politica, la stessa seppur riciclata da più di vent’anni, che si è distinta solo in negativo e le indagini aperte su erosione della costa, orto botanico e Disfida di Barletta ne sono l’esempio concreto. Gli indici di gradimento di Cascella sono bassissimi».

Pensa che le azioni intraprese dall’opposizione fino a questo momento siano state efficaci?
«In questi mesi abbiamo lavorato tanto per ricostruire l’immagine di un’opposizione forse troppo morbida negli anni passati. Una buona opposizione ha il dovere di essere sempre sul pezzo, di indagare, di denunziare, di essere presente, di spronare l’Amministrazione, di contribuire alla risoluzione dei problemi. Dopo nostri interventi abbiamo assistito alla costituzione del tavolo che ha poi portato a salvare il Barletta Calcio, alla partenza dei lavori per le tanto attese urbanizzazioni in zona 167, alla ripresa dei lavori per la realizzazione dei sottovia per la soppressione dei passaggi a livello, alla partenza dei lavori per la Capitaneria di Porto, alla salvaguardia dei posti di lavoro del Global Service di Bar.sa, alle problematiche relative al Cimitero e alla sua gestione, alla risoluzione del rebus ‘impianti sportivi’, alla tutela della Casa di Riposo ‘Regina Margherita’. Su tante altre questioni non vogliono ascoltarci e in certi casi preferiscono metterci il bavaglio».

Cosa manca a suo parere al centro-destra per poter ottenere il consenso necessario a governare la città?
«Io, per deformazione professionale, sono abituato a ragionare in termini aziendali. E’ palese: il centrosinistra ha più ‘clienti’ del centrodestra. Noi, a differenza loro, non andiamo alla ricerca di ‘clienti’ ma persone di buona volontà, che credono nella possibilità di poter cambiare il sistema perverso della nostra città e che al favore personale preferiscono la crescita della città, preferiscono creare le condizioni opportune per star bene in una città moderna e che guarda al futuro. Tutt’altro rispetto alla Barletta che ci consegna il Sindaco Cascella ed il suo centrosinistra. Concludo con questo messaggio ai barlettani tratto dal film “L’attimo fuggente”: “Molti uomini hanno vita di quieta disperazione: non vi rassegnate a questo, ribellatevi, non affogatevi nella pigrizia mentale, guardatevi intorno. Osate cambiare, cercate nuove strade».




































