I massacri delle foibe sono state stragi ai danni di militari e civili italiani autoctoni della Venezia Giulia, dell’Istria, del Quarnaro e della Dalmazia, avvenute durante e subito dopo la seconda guerra mondiale, da parte dei partigiani jugoslavi comunisti. Il nome di tali eccidi deriva dai grandi inghiottitoi carsici (chiamati in Venezia Giulia “foibe”) dove furono gettati molti dei corpi delle vittime. Al massacro delle foibe seguì l’esodo giuliano dalmata, ovvero l’emigrazione più o meno forzata della maggioranza dei cittadini di etnia e di lingua italiana dalla Venezia Giulia, del Quarnaro e dalla Dalmazia. Si stima che i giuliani, i quarnerini e i dalmati italiani che emigrarono dalle loro terre di origine ammontino a un numero compreso tra le 250.000 e le 350.000 persone tra il 1945 e il 1956.

Museo Vidotto di Jesolo

In quegli anni, salparono da Venezia le navi che portarono i profughi in varie città italiane, tra cui Barletta, dove un numero di profughi furono accolti presso l’ex caserma “ E.Fieramosca”, ubicata a quel tempo presso l’ex convento “S. Giuseppe”, in via Manfredi.

Su iniziativa del comitato “10 Febbraio” di Venezia – che si occupa della salvaguardia della cultura dell’Adriatico Orientale – è in allestimento presso il museo storico militare “Vidotto / Casa del Bersagliere” di Jesolo un’ apposita sala dedicata alla strage delle foibe e alle relative storie degli esuli.

Museo Vidotto di Jesolo

L’Archivio di Stato di Barletta ha donato foto e documenti riguardanti quei profughi accolti in quei giorni a Barletta, grazie al prezioso lavoro di ricerca del suo direttore Cav. Dott. Michele Grimaldi, infaticabile custode della memoria storica e archivistica.

Ma non finisce qui. Nello stesso museo jesolano, è in allestimento un’altra sala dedicata ai reggimenti italiani, che conterrà documenti, foto, cimeli e uniformi. L’ANMIG (Associazione Nazionale Mutilati e Invalidi di Guerra) e ANCR (Associazione Nazionale Combattenti e Reduci) sezione Barletta hanno donato al museo  un quadro che riproduce una storica cartolina risorgimentale del 82° Reggimento “Torino” di stanza a Barletta ed un prezioso distintivo dello stesso Reggimento, risalente alla seconda guerra mondiale, affinchè – come ha affermato il presidente Ruggiero Graziano – i visitatori del museo ricordino chi ha donato il sangue per la Patria.

La consegna del prezioso materiale storico  è stato affidato al barlettano cav. Filomeno Porcelluzzi, rappresentante dell’Ancr di Venezia e delegato dall’Anmig di Barletta.

A cura di Tommaso Francavilla