Continua il dibattito sulla situazione ambientale nella città di Barletta e dopo il presidio organizzato giovedì scorso a Palazzo di Città per rilanciare la delibera di iniziativa popolare sulle aziende insalubri il Forum Salute e Ambiente interviene con una nota riguardante il consigliere regionale del PD Filippo Caracciolo e dell’avvocato Cianci, portavoce del comitato Operazione Aria Pulita BAT.
«Mentre la città si mobilita per veder riconosciuti i propri diritti, c’è chi non perde occasione per mettere in buona luce se stesso e il suo rappresentante politico-istituzionale di riferimento.
Persevera difatti quel, a nostro avviso demagogo e pericolosamente strumentale, rapporto fra l’avvocato Cianci, portavoce del comitato Operazione Aria Pulita BAT e Filippo Caracciolo, Presidente della V Commissione Ambiente Regione Puglia.
Dinanzi al perdurare della vergognosa apatia del Sindaco Cascella, dell’assessore all’Ambiente Divincenzo e di tutta la classe politico-istituzionale di Barletta, un astuto gioco di ruoli cerca di insinuare nell’opinione pubblica l’idea che a Barletta sia Caracciolo il difensore della salute e dell’ambiente e dei diritti alla partecipazione e alla trasparenza dei cittadini. E Cianci, grazie alla sua sensibilità e ad il suo impegno, suo degno referente.
Così succede che il sindaco ombra Caracciolo organizzi un incontro a porte chiuse per portare a conoscenza del suddetto comitato i primi dati emersi nell’ambito delle attività legate al Protocollo d’Intesa sul monitoraggio ambientale nel territorio di Barletta, sottoscritto lo scorso dicembre da Regione Puglia, Provincia di Barletta – Andria – Trani, Comune di Barletta, Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) Puglia, Azienda Sanitaria Locale (Asl) ed il CNR-IRSA.
Il comitato Operazione Aria Pulita BAT di Cianci diffonde poi un comunicato stampa, guarda caso proprio il giorno seguente alla mobilitazione cittadina promossa dal noi del Forum Salute e Ambiente, per informare i cittadini barlettani di tali dati e delle azioni proposte per potenziare il monitoraggio, preannunciando un incontro pubblico alla presenza dello stesso Caracciolo.
Il giochetto con noi del Forum Salute e Ambiente che conosciamo bene ruoli e responsabilità non funziona.
Denunciamo da sempre l’irrisorietà del Protocollo d’Intesa voluto da Caracciolo e Cascella che, tra l’altro, è al limite dell’illegalità non avendo previsto la cittadinanza fra i soggetti coinvolti.
Dovrebbe essere ormai di dominio pubblico che bisogna assicurare l’informazione continua e trasparente alle comunità in materia di ambiente e rifiuti, secondo quanto prescritto dalla Carta di Ottawa del 1986, dal D. Lgs n. 502/2006, art. 13, dalla Carta di Aalborg del 1994, affinché i cittadini siano messi in grado non solo di controllare i determinanti di salute per la promozione della salute stessa ma anche e soprattutto di partecipare alle attività decisionali in materia ambientale, per contribuire a tutelare il diritto a vivere in un ambiente adeguato ad assicurare la salute ed il benessere delle persone (Convenzione di Aarhus 26.6.1998, Direttiva 2003/35/CE, Direttiva “2008/98/CE).
È bene ricordare la natura strumentale del suddetto Protocollo che è nato con l’intento di annullare e sostituire la proposta di deliberazione per consiglio comunale sul “monitoraggio ambientale legato alle aziende insalubri” operanti in territorio barlettano concordato pochi mesi prima fra il sindaco Cascella e la commissione ambiente da una parte ed il forum salute e ambiente di Barletta, supportato dal medico Agostino Di Ciaula, dall’altra. Il documento da noi proposto non si limitava e non si limita ad un generico monitoraggio ma prevede l’approfondimento delle conoscenze sulle concentrazioni degli inquinanti emessi dalla BUZZI UNICEM SPA ( in particolare diossine, PCB, IPA e metalli pesanti) e dalla TIMAC AGRO ITALIA SPA nelle matrici ambientali (aria, acqua, suolo) e nei campioni biologici di origine umana (compreso latte materno), animale e vegetale in considerazione delle specifiche caratteristiche tossicologiche degli inquinanti emessi, delle vie di trasferimento di tali inquinanti e della vicinanza di obiettivi sensibili.
Solo siffatta metodologia permette di individuare i responsabili dell’ormai acclarato disastro ambientale e sanitario che attanaglia Barletta e di procedere con l’applicazione del principio “chi inquina paga!”. Sembra paradossale che l’avvocato Cianci parli della delibera di iniziativa popolare sul monitoraggio delle aziende insalubri promossa dal Forum Salute e Ambiente, di cui pretendiamo l’approvazione in Consiglio Comunale nella sua formulazione originale e cioè come sottoscritta da 1200 cittadini, dimenticando che lo scorso 18 marzo nell’assise comunale la maggioranza guidata dal Consigliere Caracciolo ha tentato in modo vergognoso di stravolgere il testo elaborato e sottoscritto dai cittadini.
Nel frattempo però visto l’attivismo di certi soggetti non possiamo non domandarci come mai Caracciolo, barlettano in Regione Puglia da oltre sei anni e “neo-paladino delle questioni ambientali”, non proceda con il pretendere dal Presidente della Regione Puglia Emiliano che venga diffidata la Timac Agro a provvedere alla bonifica della falda contaminata così come accertato dall’ARPA Puglia e ritirata l’autorizzazione integrata ambientale, rilasciata dalla stessa Regione Puglia, che permette di bruciare 65.000 tonnellate di rifiuti all’anno alla Buzzi Unicem in attesa degli esiti delle indagini per disastro ambientale.
Che credibilità può avere chi da decenni è protagonista della politica locale e regionale, complice di scelte scellerate e silente dinanzi ad anni di denunce ad opera di movimenti e associazioni?
Come si può pensare di iniziare un percorso di bonifica del nostro ambiente unicamente servendosi di piezometri e centraline senza legare i dati derivanti dai monitoraggi alle attività economiche insalubri che insistono su un territorio? Si immagina per caso di perdurare nel far pesare sulla cittadinanza, che già paga costi sociali, ambientali e sanitari, anche quelli legati ad ulteriori ed eventuali misure di controllo e bonifica?
I valzer finalizzati a mantenere lo status quo, specchietti per le allodole tesi a rafforzarsi o a sopravvivere sino a successive elezioni non ci appartengono e siamo convinti che soltanto dall’azione autonoma di cittadini liberi e pensanti possano nascere azioni concretamente volte a tutelare il bene ed i beni comuni».







































