Lo sport che unisce, annulla le differenze e costituisce un momento di crescita. È questo lo spirito che ha animato i partecipanti del grande evento di quartiere -organizzato nella giornata di domenica 29 ottobre dalla parrocchia “Santissimo Crocifisso” di Barletta- nel segno di un sano divertimento per «crescere insieme ed amarci senza barriere», come dichiara Don Pino.

Un incontro arrivato ormai alla sua tredicesima edizione -interrotto solo a causa del Covid- ma che non smette mai di regalare un momento di gioia e spensieratezza a molti ragazzi, sia disabili che normodotati. Il raduno, che si è svolto in via Petrarca, inizia con le iscrizioni, per poi proseguire con la celebrazione di una messa solenne ed in seguito con delle piccole gare sportive. «Forse, più che gareggiare, aggiunge ancora Don Pino, abbiamo semplicemente giocato insieme. È stato un momento gioioso e che ha coinvolto anche i genitori».

La giornata viene così condotta come una vera e propria festa ed arricchita con l’esibizione, a seguito dei giochi sportivi, degli sbandieratori e giocolieri del gruppo folkloristico “Brancaleone”, associazione storico-culturale conosciuta e molto attiva nelle manifestazioni in città.

Non è inoltre mancata la presenza, ormai storica in questa manifestazione, dei membri dell’associazione di volontariato “Unitalsi” di Barletta, che si dedica da sempre al servizio degli ammalati ed al loro trasporto in pellegrinaggio presso santuari italiani ed internazionali. La congregazione prende infatti parte alla giornata ogni anno con grande spirito di assistenza ed aiuto verso il prossimo. «L’incontro non è organizzato da noi ma siamo sempre stati lieti di collaborare a tale iniziativa -sottolinea Margherita Loffredo, presidente della sottosezione “Unitalsi” di Barletta- Siamo infatti un ente ecclesiale che organizza pellegrinaggi, ma siamo stati coinvolti per dare un contributo a chi spesso si sente “diverso”. Il senso è difatti quello di portare, attraverso una semplice competizione a carattere amatoriale, il valore dell’inclusività attraverso lo sport. È questa la bellezza di questa tipologia di eventi».

a cura di Francesca Caputo