Oltre 200 feriti, 1 morto e diversi animali pestati o vittime di infarto. È questo il bilancio dell’Italia relativo alla notte di Capodanno 2023. Pare infatti che senza salutare il vecchio anno con petardi e fuochi d’artificio alcuni non sappiano proprio starci. Diciamolo pure: per gli animali botti e petardi rappresentano un vero e proprio incubo, e ci sono parecchie petizioni online che richiedono il divieto assoluto dei fuochi d’artificio. Non solo, l’uso di petardi e fuochi d’artificio ha conseguenze negative sull’ambiente e la qualità dell’aria a causa dei picchi di polveri sottili che questa usanza porta con sé. D’altronde ce lo dice anche il Codice penale che “chiunque, senza la licenza dell’Autorità, in un luogo abitato o nelle sue adiacenze, o lungo una pubblica via o in direzione di essa spara armi da fuoco, accende fuochi d’artificio, o lancia razzi o in genere, fa accensioni o esplosioni pericolose, è punito con l’ammenda fino a euro 103”. Tuttavia, anche Barletta quest’anno non è stata da meno. Atroce la foto del gatto randagio volontariamente ucciso a colpi di petardi nella notte di Capodanno. A denunciarlo una cittadina che ha inviato la foto al giornale La Gazzetta del Mezzogiorno. A parlarne sui social, tramite una diretta Facebook, Maurizio Lombardi Leonardi, responsabile Dipartimento Nazionale Tutela e Benessere degli Animali Rinascimento Sgarbi. Il teatro dell’animalicidio è via Milano. Leonardi riporta inoltre di aver ricevuto un messaggio, in maniera anonima, che ha riportato i responsabili -quattro minorenni- che avrebbero lanciato i petardi contro la bestia. Qualcuno però che ancora si preoccupa di preservare gli animali c’è. Esistono diverse associazioni, prima fra tutte l’Enpa, ente nazionale di protezione animale riconosciuto dal ministero. Ci racconta le sue riflessioni in merito Annarita Distaso, vicepresidente dell’Enpa Barletta, referente del soccorso agli animali 24 ore su 24, delle 60 colonie di felini correttamente censite presenti in città e della ludoteca felina dell’Enpa.
Nonostante diverse ordinanze, in Italia continuano i fuochi l’ultimo giorno dell’anno. Servirebbe maggiore sensibilizzazione, oppure sanzioni più pesanti?
Quest’anno non solo a Barletta, ma in tutti Italia, c’è stata una grande esagerazione per quanto riguarda i fuochi. Non capisco davvero perché spendere così tanti soldi e creare danni ai poveri animali. Il Capodanno dovrebbe essere un momento divertente, non un evento mortale. Questo vale per qualsiasi essere vivente, che sia umano o animale. D’altronde il bilancio, non contando gli animali, è stato di oltre 200 feriti ed un morto in tutta Italia. La sensibilizzazione ormai non produce nessun effetto. Pertanto, opterei per le sanzioni.
Un altro orribile episodio dello scorso anno è stato il gatto scuoiato vivo. Cosa si potrebbe fare nel concreto per tutelare maggiormente questi poveri animali maltrattati dall’inciviltà?
L’unica cosa giusta da fare è cambiare la legge. Chi ha commesso queste atrocità, non ha mai pagato la morte dell’animale che ha ucciso. La legge attualmente in vigore non spaventa e non blocca nessuno dal compiere violenze verso gli animali. In molti stati ci sono stati dei cambiamenti, mentre in Italia ancora no. Le pene prevedono solitamente pochi mesi di reclusione e vengono quasi sempre annullate per condotta incensurabile.
Cosa ne pensa riguardo la foto del gatto morto a Barletta presumibilmente a causa dei petardi?
La foto mi è stata segnalata ed ovviamente sono andata sul posto. Ciononostante, contrariamente a ciò che si è detto in città, io ritengo che il gatto sia semplicemente morto per un infarto causato dai fuochi. Era un gatto molto giovane, probabilmente al suo primo Capodanno, e di conseguenza, essendo totalmente inesperto, è morto di paura. Lo si deduce subito dal fatto che non sono presenti segni di investimento e la coda ha i peli “a spazzolino”, tipici dell’infarto nei gatti. Dunque, non è stato un atto volontario, ma in ogni caso si potevano evitare dei fuochi così clamorosi. Oltretutto attualmente nel mondo numerose persone stanno morendo proprio a causa dei bombardamenti e mi sembra una grande mancanza di rispetto nei loro confronti.
Il gatto è stato messo accanto ai petardi soltanto in un secondo momento, sperando che venisse portato via dalla Barsa insieme ad altra spazzatura. Messo alla stregua dei rifiuti, questo animale è stato doppiamente violato.
a cura di Francesca Caputo.




































