Il Partito Democratico pare aver trovato una soluzione alla recente crisi che ha coinvolto l’Amministrazione comunale di Cascella. Per discutere di questo abbiamo incontrato l’ormai ex segretario cittadino del PD, Franco Ferrara, raccomandandoci la sua visione della situazione politico-amministrativa di Barletta.
Alla fine della fiera, le uniche due teste a ruzzolare in seguito al momento di crisi nella politica barlettana, che ha coinvolto prima di tutto il Partito Democratico, sono state la sua e quella del segretario provinciale Agostino Cafagna: capri espiatori o reali responsabili?
«Certamente io non sono un capro espiatorio: non ho accettato di buon grado questa mia decapitazione; sono stato trascinato all’interno di uno sconvolgimento che sta attraversando il Partito Democratico a livello provinciale, di cui è stata prova la sconfitta elettorale in tre comuni su tre. Altra convinzione mi giunge con la notizia, di cui non sono al corrente ufficialmente, di una raccolta di firme a livello provinciale per contrastare la deriva fallimentare della gestione su questo territorio. Questa deriva avrebbe come obiettivo quello di riportare ad un Congresso che nei fatti andrebbe a cancellare i risultati di quello del 2013 per ristabilire un nuovo equilibrio di forze. Cafagna ha ritenuto voler risolvere quest’ultima crisi rivolgendosi agli organi regionali, senza neanche chiedere un tavolo politico barlettano. Gli equilibri creati dalla pace Mennea-Caracciolo starebbero chiudendo le porte a quelli che sono gli interventi esterni che finora hanno fatto da padrone. Non nascondo che la mia decapitazione sia stata decisa da un non barlettano, molto probabilmente l’on. Boccia. Quest’ultimo ha sempre cercato di deviare dalla problematica provinciale inserendo la questione barlettana. E’ sempre stata nota la mia critica nei confronti dell’amministrazione Cascella, ma in democrazia la critica serve alla costruzione e non soltanto alla demonizzazione di qualcosa. Il circolo di Barletta è stato sempre considerato il Forte Alamo della resistenza barlettana all’invasione dei “corpi estranei” destabilizzatori e riferimento provinciale dei circoli PD disintegrati da Cafagna: per questo anche Cascella ha voluto eliminare la mia segreteria perché stavamo dando troppo fastidio».
Quindi il ruolo dell’on. Boccia è stato determinante, come del resto in tutti questi anni passati…

«Certo: a mio parere, proprio la competizione tra Caracciolo e Mennea in questi anni ha consentito l’incunearsi di altri nel territorio barlettano, paradossalmente, ma è così. Si continua a risolvere i problemi barlettani con l’intervento di “esterni”».
Come giudica la gestione di questo particolare momento di crisi nel partito, gestita soprattutto dal Segretario regionale del PD, Marco Lacarra e dalla presidente regionale dei democratici, Assuntela Messina?
«Reputo Lacarra una persona molto equilibrata e lucida: ha ricoperto tutti i ruoli istituzionali all’interno del partito e perciò adatto a risolvere le questioni affidategli. La Messina è una persona molto razionale e analitica, perciò sono le persone giuste per assolvere tale funzione. Si sono occupati di ristabilire una pacificazione interna, tramite un confronto tra tutte le parti coinvolte».
continua…





































