«Le litoranee sono di tutti e vanno valorizzate e salvaguardate cosi come prevede il Piano triennale delle opere pubbliche», scriveva così circa un mese fa su Facebook l’assessore al Turismo, Giuseppe Gammarota, in uno dei tanti commenti corsi sui social network riguardo l’iniziativa dell’Amministrazione comunale di chiudere al traffico in maniera permanente la controstrada per un tratto del lungomare Pietro Paolo Mennea. Poco più di un mese fa si è avviato un percorso che già era nei piani da qualche tempo, ma la critica e la discussione su Internet non sono stati leggeri nei confronti dei due assessori Gammarota e Lasala, principali artefici di quello che loro stessi hanno definito come un esperimento in fieri. In effetti, la continua evoluzione c’è stata ma le critiche non si sono comunque placate. Nei primi giorni di luglio, poco prima della festa patronale, si è chiuso al traffico questo tratto di strada, in maniera un po’ improvvisa senza che si fossero preventivamente adottate tutte le piccole soluzioni alternative che nel corso del mese e di quello successivo si stanno realizzando. All’inizio è apparsa una sbarra di ferro per segnare la nuova zona pedonale, ma questa non appariva di grande gusto estetico tanto che ha dato adito a commenti anche ironici sul web.
Sin dalle prime battute gli assessori hanno rimarcato che si trattava di una scelta temporanea, infatti, meno di un mese dopo si è provveduto alla sua sostituzione con una sofisticata apertura attraverso delle fioriere, con un congegno tecnologico avanzato che consente l’apertura attraverso l’utilizzo di un telecomando di cui i disabili possono fare richiesta presso l’ufficio traffico e anche i mezzi per lo scarico merci di quegli stabilimenti balneari che ricadono lungo tale percorso. Soltanto ieri si è giunti alla conclusione dell’istallazione di questa “fioriera tecnologica”, certamente di un miglior gusto estetico, attrezzandola della cartellonistica necessaria. Dall’amministrazione ricordano che questo è soltanto il primo passaggio per realizzare un’area pedonale attrezzata per la città: presto verrà trasferita la pista ciclabile dal marciapiede. Intanto si è cercato di mettere in sicurezza il tratto stradale, che ricordiamo essere comunque a rapida percorrenza, attraverso l’istallazione di bande rumorose per rallentare il traffico, tuttavia continuano a resistere alcuni comportamenti pericolosi degli automobilisti, come la sosta, anche se momentanea, presso gli attraversamenti per consentire ai pedoni bagnanti di salire in macchina.
Lo avevamo già detto: il nobile intento di creare un ulteriore spazio pedonale, soprattutto lungo la litoranea, garantendo la massima fruibilità a tutti in sicurezza, è certamente un proposito da condividere ma non si deve agire senza pensare alle conseguenze. Molti apprezzano la caparbietà dell’azione: «A Barletta se non fai così non cambierà niente», ma l’amministrazione ha il dovere delle scelte riflettute e condivise. Anche l’orario ridotto della zona pedonale poteva essere una soluzione da prendere in considerazione: non serve l’apertura 24 ore su 24 ma sarebbe bastata dall’orario di chiusura degli stabilimenti balneari fino agli orari notturni. La speranza è sempre nel miglioramento, ma appare chiaro che non si possono non percepire le costanti critiche provenienti anche dal mondo politico ancora in questi giorni, che avrebbero raccolto le proteste di alcuni disabili che avevano incontrato difficoltà nel raggiungerla litoranea. Problema che ora apparirebbe risolto, ma che non è l’unico.







































