Ieri è terminato il periodo massimo previsto per la chiusura della prima fase delle elezioni primarie interne al Partito Democratico che porteranno il 30 aprile alla definitiva fase per le elezioni del Segretario nazionale; insomma la conclusione delle pre-selezioni interne ai vari circoli cittadini. Nello scorso fine settimana si è votato anche nei comuni della Bat, e dunque in quello di Barletta, presso la sala dell’Ipanema, sul lungomare di Levante. Nel pomeriggio di sabato l’apertura dei lavori con la costituzione dei seggi e con la presentazione delle liste dei Delegati alla Convenzione provinciale. Le tre diverse mozioni, quella a favore del Ministro della Giustizia Andrea Orlando, quella per il Presidente della Regione Puglia Michele Emiliano, quella per l’ex Segretario e Premier Matteo Renzi; secondo programma prima delle votazioni ci sarebbe dovuto essere un dibattito tra i presenti, tuttavia il tempo dedicato a questo spazio è stato piuttosto limitato. I risultati barlettani sono stati assolutamente favorevoli a Emiliano con 66% (voti 362) , Renzi si è attestato al 26% (150) e Orlando soltanto l’8% (44). In controtendenza con i risultati nazionali.17778731_10211040594944226_1703047271_o

Nei fatti, una complicata ‘prova di forza’, in vista delle ben più importanti elezioni primarie del 30 aprile perché aperte anche ai non iscritti al PD, a differenza di queste, in ossequio alle regole stabilite dallo Statuto del partito: ai sensi dell’articolo 9 comma 6 dello Statuto del Partito Democratico “risultano ammessi all’elezione a Segretario nazionale i tre candidati che abbiano ottenuto il consenso del maggior numero di iscritti purché abbiano ottenuto almeno il 5% dei voti validamente espressi e, in ogni caso, quelli che abbiano ottenuto almeno il 15% dei voti validamente espressi e la medesima percentuale in almeno 5 regioni”. Sabato si eleggevano così i delegati alla Convenzione provinciale, che ovviamente sono collegati ai candidati a Segretario Nazionale. Il dato di Barletta ha sicuramente riconfermato le soddisfazioni del consigliere regionale, Filippo Caracciolo, sostenitore della mozione Emiliano, ma la notizia di cui discutere dopo questa prima fase precongressuale è un’altra: ben 569 tessere del circolo barlettano non sono state ammesse al voto poiché non risultanti come iscritte per tempo, così ha scelto la Commissione di Garanzia nazionale, in controtendenza ai deliberati delle commissioni regionali preposte, decidendo soltanto nelle ultime ore. Non risultavano, infatti, registrate, paradossalmente come ha sottolineato anche il Segretario cittadino, Franco Ferrara in un’intervista per Repubblica-Bari di ieri annunciando ricorso, risulterebbe escluso oltre mezzo direttivo del partito, oltre allo stesso segretario, ai due consiglieri regionali, alcuni consiglieri comunali e assessori. Il discorso è tutto da chiarire: c’è chiaramente un conflitto tra le commissioni ai vari livelli; si diceva che la mozione Orlando non avrebbe partecipato alle elezioni di Barletta proprio per protesta nei confronti del caso tesseramenti su cui si sta intervenendo molto spesso tramite gli organi di stampa locale, anche se alla fine Orlando ha ricevuto i suoi 44 voti; non si può dire certo che il Partito Democratico locale ne esca con una buona figura. Alla convenzione provinciale passano 24 delegati della lista di Emiliano, 10 di Renzi e 3 per Orlando.

Che dire, speriamo che entro il 30 aprile le cose saranno chiarite e non venga più lasciato spazio a dubbi, interpretazioni e irregolarità probabili Comunque il dato definitivo in Puglia è Emiliano: 10519 voti (42.8%), Renzi: 9914 (40.43%), Orlando: 4138 (16.8%). Nella BAT il risultato definitivo: Orlando 9,6%, Emiliano 51,2%, Renzi 39,2%.