Villa Bonelli a Barletta, antica dimora privata in campagna

Villa Bonelli a Barletta, antica dimora privata in campagna

Un tempo luogo privato di villeggiatura, oggi punto di ritrovo in città

Villa Bonelli si identifica tra i luoghi simbolo della città di Barletta. Chi da piccolo non ha giocato tra le mura di questa villa? In realtà il luogo è un vero e proprio bene artistico in perfetto stile neoclassico, collocato su via Canosa, prezioso in quanto unico spazio verde circoscritto e villa antica presente in città. Il giardino di circa 2,4 ettari ha al suo interno un edificio molto pregiato che conserva preziose testimonianze artistiche tra le sue mura. Tre fontane, cinque busti rappresentanti divinità pagane come Giove o Minerva nel giardino, mentre all’interno prevale uno stile decorativo detto pompeiano per l’ispirazione al tipico stile dei ritrovamenti nell’antichissima e sfortunata città di Pompei.

Il luogo fu un tempo dimora di campagna della famiglia Bonelli, una stirpe nobile barlettana. Costruita con molta probabilità tra la fine del Settecento e la seconda metà dell’Ottocento, la villa da sempre simbolica ha anche dato il nome al quartiere nel quale sorge, per l’appunto definito “Borgovilla”. Una struttura che si è conservata abbastanza integralmente nel corso degli anni, a cui oggi si accede unicamente da via Canosa. Sul piazzale antistante la casa padronale, troneggia una monumentale fontana di Cerere mentre da lì si dipartono diversi vialetti secondari. A destra la costruzione della Pagliaia, ha alle spalle un viale che conduce al grande piazzale della casa padronale. Sempre sul viale centrale si incontra la fontana di Galata. Nel percorso della villa si trovano alcuni plinti senza statua e altri tre con dei busti che mostrano l’ingresso all’area della famiglia Bonelli. Nel retro della casa padronale la grande fontana di Flora.

Dopo l’acquisto della proprietà da parte dei Bonelli nel XVIII secolo, la villa detta inizialmente Torre o Casino, fu utilizzata propriamente come dimora di campagna nel corso della vendemmia. Subì già dall’inizio dei primissimi interventi architettonici per essere utilizzata per i brevi soggiorni di villeggiatura della famiglia Bonelli.

Successivamente modificata a livello stilistico, per allinearsi all’evoluzione urbanistica che stava interessando la città, la villa secondo alcune ipotesi non ancora del tutto accreditate, presenta nel complesso tre vere e proprie strutture che rappresentano altrettante fasi costruttive. La prima detta “Torre”, quella originaria, si pone al centro dell’edificio; la seconda ala a destra della torre, mentre a sinistra della torre è presente un’ala traversa terrazzata risalente al pieno Ottocento.

La famiglia Bonelli frequentò il luogo sino ai primi del Novecento, per poi intraprendere un progressivo e lento abbandono. Requisita durante la Seconda Guerra Mondiale, la villa fu occupata dai militari inglesi a Barletta. Fu così che iniziò la decadenza del manufatto, in quanto la famiglia non riuscì più a sostenere l’impegno del restauro e vendette la proprietà al comune di Barletta nel 1979.

Occupa da famiglie senza dimora dal 1982 sino al 1985, villa Bonelli fu poi murata dal comune per quanto riguarda l’edificio centrale, con destinazione dell’annesso giardino a spazio di verde pubblico. Il luogo ristrutturato nel giugno del 2008 con nuovi impianti di illuminazione, ristrutturazione di viali, detersione delle vasche e fruibilità dei luoghi destinati ai giochi per bambini, oggi si presenta come un vero e proprio punto di ritrovo. Il giardino, trasformato nel corso degli anni, ha visto però la parziale distruzione della serra, la scomparsa delle piante da frutto, la parziale demolizione degli arredi scultorei. Ad oggi la villa si identifica come semplice luogo di ritrovo senza valorizzazione alcuna per quello che concerne i preziosi lasciti artistici e storici conservati al suo interno.