Circolo del PD barlettano fermo, i militanti suonano la sveglia

Circolo del PD barlettano fermo, i militanti suonano la sveglia

La Messina smuova la Segreteria regionale. Dopo l’estate il nuovo segretario cittadino

Interrogarsi sulla situazione del Partito Democratico di Barletta, che vive da troppo tempo una realtà simile a quella di molti altri centri pugliesi, può avere, come spesso accade in politica, delle risposte plurali. Ma intanto, sembra necessario iniziare a porsi delle domande, soprattutto riguardo alla gestione della Segreteria pugliese, gestita dall’on. Marco Lacarra, commissario anche della sezione barlettana. Quest’ultima, in seguito alla sconfitta elettorale nelle ultime elezioni amministrative del giugno 2018, ha conosciuto le dimissioni del suo ultimo segretario cittadino, l’avv. Nicola Defazio; da allora il vuoto: non si è più riusciti a costruire quel luogo di confronto e di decisione che dovrebbero essere le sezioni di partito. Un gruppo in Consiglio comunale, all’opposizione ma comunque il più numeroso, si dimostra spessissimo in balia degli eventi e delle decisioni assunte in autonomia dai singoli, senza ascoltare, condividere, far valere le proprie posizioni tra gli attivisti, che invece risultano assai ‘assetati’ di quella partecipazione, parola chiave che dovrebbe dare senso a un partito politico.

È facile incrociare il senso di abbandono da parte degli iscritti del circolo barlettano; Lacarra pare che abbia continuato nella sua lontananza da questo, restando assente in un momento non facile per il principale partito progressista anche a livello nazionale. Già l’inverno scorso, in occasione dell’apertura della nuova sede cittadina in via Milano, il Segretario regionale promise che subito dopo le Primarie del 3 marzo scorso (realizzatesi con la vittoria anche a Barletta di Nicola Zingaretti alla Segreteria nazionale) si sarebbe proceduto per il Congresso cittadino e dunque le elezioni interne per il segretario. A Barletta come in moltissime altre realtà della Puglia. Sono passati diversi mesi, in cui le polemiche interne, ma non troppo, sono sfociate in esternazioni a vari livelli. Barletta in particolare gode di una rappresentanza senatoriale di non poco conto nella figura di Assuntela Messina, rappresentante nella Direzione nazionale del partito, nonché presidente del PD regionale, vicinissima al governatore della Puglia Michele Emiliano; i militanti si aspettavano che questo avrebbe potuto segnare una migliore organizzazione nella sezione, magari evidenziando il ruolo della stessa senatrice. Invece, pare che molti reclamino una sua più attiva presenza nel circolo dove ha iniziato a muovere i primi passi. «Magari Lacarra avrebbe potuto risolvere diversamente la crisi con la nomina di un subcommissario o di un reggente, per non gravare sui suoi troppi incarichi», ripetono tra loro alcuni dei più assidui militanti che ne hanno viste di cotte e di crude, «Intanto il Circolo è bloccato. Questo momento di stallo fa scappare gli ultimi militanti rimasti, soprattutto giovani». Dunque, la necessità di un cambiamento di passo. Novità delle ultime ore è che la Direzione regionale abbia deliberato, finalmente, che il Congresso di Barletta, come anche quello di Bisceglie, si dovrebbe svolgere tra il 10 e il 30 settembre, rivolto agli iscritti 2018 che hanno rinnovato nel 2019 (pochi dopo tanta inattività!). Non bisogna andare lontano per conoscere la cronaca degli ultimi eventi tra i democratici anche delle città viciniori, vedi Bisceglie con il duello Spina-Boccia o Andria prossima alle comunali.

Insomma il campo progressista non smette di agitarsi nemmeno nei momenti in cui bisognerebbe pensare all’unità; le Elezioni regionali dell’anno prossimo, per cui si è già aperta da tempo su diversi fronti la campagna elettorale, possono rappresentare un momento fondamentale, quasi di “crisi” intesa come momento acme. I consiglieri regionali di Barletta, Filippo Caracciolo e Ruggiero Mennea, su cui la senatrice barlettana mantiene un’istituzionale equidistanza, hanno più volte dichiarato di volersi ricandidare. Ad aumentare la confusione nei prossimi mesi, la proposta di sfida alle Primarie per Emiliano da parte della non rieletta al Parlamento Europeo, Elena Gentile che potrebbe sparigliare le carte anche a livello locale. La Puglia è già stata cantiere per diverse esperienze politiche, lo sarà anche per una spaccatura in campo democratico?