«Nelle date del 1° e 2 maggio 2020 si sono verificati episodi che potrebbero aver messo a repentaglio la salute dei cittadini – così stigmatizza la Segreteria del PD barlettano con Rosa Cascella – e vanificato le misure di contenimento imposte con i DL ed i Dpcm succedutisi dall’inizio della pandemia di Covid19.
Nel tardo pomeriggio del primo maggio, in occasione della consueta processione che, come ogni anno, accompagna la venuta in città dell’icona della Madonna dello Sterpeto, patrona di Barletta, in spregio alle vigenti norme per il contenimento della pandemia, numerose persone hanno deciso di attendere in strada il passaggio della Sacra Effigie.
La circostanza, già di per sé caratterizzata da illegittimità per inosservanza alle norme di contenimento del contagio, ha assunto risvolti ancor più preoccupanti, allorquando i fedeli si sono accalcati sul sagrato della concattedrale per l’arrivo dell’icona.
L’episodio è stato documentato dalle emittenti che hanno trasmesso la diretta dell’evento, oltre che riportato dalla cronaca giornalistica locale e nazionale.
Premettendo di non essere a conoscenza dell’esistenza di un piano di sicurezza, di fronte all’insipienza di coloro i quali hanno autorizzato una manifestazione che avrebbe potuto creare, così come ha creato, occasione di rischio per la salute pubblica, non si può non chiedere che si faccia luce sulle responsabilità.
Responsabilità di chi ha autorizzato, di chi doveva predisporre un adeguato piano della sicurezza, di chi doveva vigilare.
Ha parlato di “assembramento assolutamente grave e ingiustificato” anche Sua Eccellenza il Prefetto, dott. Maurizio Valiante che ha assunto l’impegno di accertare le responsabilità di quanto accaduto.
Le medesime responsabilità che andranno accertate anche per quanto accaduto il giorno successivo, il 2 maggio, in occasione dello svolgimento del mercato settimanale in via Rossini.
Ed infatti, le modalità di accesso all’area mercatale non hanno garantito, in alcun modo, il rispetto delle distanze di sicurezza imposte dalle normative anti-contagio, sia perché non si è provveduto a contingentare gli accessi, sia perché i cittadini sono stati liberi di vagare, alcuni anche sprovvisti dei minimi dispositivi di sicurezza (mascherine).
Per i motivi sopra spiegati, abbiamo ritenuto di informare la Procura della Repubblica e la Prefettura, chiedendo che si faccia piena luce su quanto accaduto. Per ben due volte in pochi giorni la nostra città è assunta agli onori della cronaca nazionale per vicende disdicevoli che mettono in cattiva luce, non solo l’operato di questa Amministrazione, ma tutta la comunità che dovrebbe essere tutelata e rappresentata dignitosamente. Vedremo se anche in quest’occasione si farà finta di nulla o si prenderanno provvedimenti adeguati alla gravità della vicenda».