Sarà duello, salvo clamorosi ribaltoni, tra Mino Cannito e Santa Scommegna. Dopo lunghe e complesse consultazioni, su forte impulso del governatore Michele Emiliano, il centrosinistra ha finalmente sciolto la riserva sul nome della dirigente comunale barlettana, che sfiderà l’ex sindaco nella prossima tornata amministrativa. Un nome forte, quello di Scommegna, e più trasversale per un’alleanza composita e dalle diverse ”anime”, probabilmente meno divisivo rispetto a quello rappresentato dall’ex presidente del consiglio comunale, Sabino Dicataldo. Quest’ultimo infatti, avrebbe avuto pieno appoggio da parte del potente parlamentare, Francesco Boccia, già ministro per gli affari regionali e le autonomie nel governo Conte II, ma non da una larga parte del gruppo dirigente regionale, con in testa proprio il presidente Emiliano e il consigliere regionale, Filippo Caracciolo.

E così è arrivato il benestare dalla ”macrocoalizione” composta da Partito Democratico (effettuerà nelle prossime 48 ore tutti i passaggi necessari con gli organismi di partito per discutere la proposta), Con, Puglia Popolare, Senso Civico, Buona Politica, Emiliano Sindaco di Puglia, Cantiere Barletta e Riformisti-Progressisti su Scommegna, ”scelta per ridare autorevolezza all’amministrazione comunale”, come viene ribadito in un passaggio del comunicato stampa delle liste di centrosinistra diffuso nella giornata. Uno ”scherzo del destino”, o forse sarebbe esagerato usare questa espressione quando si parla di politica, perché di fatto la sfida tra Cannito e Scommegna è già iniziata lo scorso 11 ottobre. Quel giorno l’allora sindaco dimissionario, ormai sul punto di lasciare la poltrona più importante, con un ”coup de theatre” licenziava la ”super dirigente” comunale con deleghe alla Cultura, Attività Produttive e Supporto alla direzione politica dell’ente comunale. Licenziamento che possiamo inquadrare in un clima segnato dalla definitiva rottura con le formazioni politiche di ”Cantiere Barletta” e ”La Buona Politica”? Ipotesi presumibile, così come è presumibile, molto presumibile, che da qui a giugno ne vedremo davvero delle belle, in una campagna elettorale che si preannuncia senza esclusioni di colpi.

Intanto sembra essere tramontato ogni possibile coinvolgimento del Movimento 5 Stelle. La formazione pentastellata infatti, attraverso un comunicato diramato nel pomeriggio di ieri dal senatore Ruggiero Quarto, ha declinato la proposta, lamentando l’ennesima riproposizione di un civismo che il PD stesso avrebbe contestato nel corso della precedente amministrazione. Un ”boccone amaro” da digerire per i ”Dem” nella lotta a Cannito e al peso delle destre, che proveranno, dal canto loro, a bissare l’affermazione del 2018, seppur in quell’occasione in un ”civismo de iure”. Il bipolarismo made in Barletta tra Scommegna e Cannito può partire, anzi è partito lo scorso ottobre… Parola adesso sui contenuti.

 

A cura di Giacomo Colaprice