“La Commissione nazionale di Garanzia del Partito Democratico, nel decidere sul mio ricorso, ha affermato il principio che avevo invocato, e cioè che per utilizzare un metodo diverso dalle primarie per scegliere il candidato sindaco, è necessario che si esprima favorevolmente il 60% degli iscritti al PD di Barletta”. Così interviene il Consigliere regionale Ruggiero Mennea.

“Infatti – prosegue Mennea – al momento della presentazione del mio ricorso era stato scelto dal PD locale un candidato sindaco in violazione delle norme dello Statuto e solo grazie al mio ricorso la Segretaria ha sottoposto a ratifica postuma degli iscritti una decisione che sarebbe stata assunta non si sa ancora bene da chi”.

“Rispetto la decisione della Garanzia nazionale, pur non condividendola”, conclude il Consigliere Mennea, “ma non lascerò nulla di intentato per far ristabilire il rispetto delle regole del mio partito, che più volte sono state calpestate, sia a Barletta che in Puglia. Per questo motivo sarà la giustizia ordinaria a pronunciarsi in merito alle violazioni statutarie commesse dal PD locale e sulla veridicità della documentazione prodotta a posteriori dalla Segretaria cittadina”.

delibera pd