«La tragedia (perché di tragedia si tratta) della chiusura del braccio di Levante, mette in evidenza il bisogno di portare a compimento quel progetto “museo del mare diffuso” che ancora giace in qualche cassetto nel Palazzo di Città “recupero del trabucco e del braccio di Levante, recupero e valorizzazione del faro Napoleonico, recupero e messa in sicurezza di Porta Marina” – abbiamo chiesto un commento riguardo alla recente chiusura al pubblico dell’intero ‘braccio’ di Levante di Barletta al presidente della sezione barlettana della Lega Navale, Giuseppe Gammarota, essendosi lui occupato della questione prima da assessore dell’Amministrazione Cascella, oggi con uno sguardo fisso alla zona marinara cittadina compreso il famoso Trabucco –
Impedire ai barlettani che da sempre hanno frequentato e frequentano l’unica scogliera della nostra città, è come voler impedire alla nostra Comunità di toccare il simbolo cittadino per antonomasia. Mi riferisco al Colosso “Eraclio”. Il parallelismo non è casuale. Tempo fa un gruppo di turisti francesi mi chiedeva come mai un monumento cosi importante fosse alla mercè di tanti cittadini, soprattutto bambini, che impunemente salivano e scendevano dagli stivali di questo imponente “personaggio”. Risposi che Eraclio è l’anima della nostra Comunità e per tutti noi è assolutamente normale toccarlo ma soprattutto rispettarlo. Da generazioni i noi barlettani consideriamo Eraclio uno di noi.
Il paragone con il braccio di Levante ci sta tutto. Chi non è “barlettano” non può comprendere cosa rappresenta per noi quella scogliera artificiale. Generazioni si sono avvicendate e solamente pensare che non lo si può più fare è come inscatolare Eraclio e renderlo un estraneo alla nostra Comunità. Sono certo che con una buona progettazione che prevede non solo il recupero strutturale ma anche interventi relativi alla sicurezza, può essere fatta. Bisogna identificare una strada che possa finalmente rendere fruibile l’intero braccio di Levante e soprattutto il Trabucco per il quale sono stati investite finanze pubbliche.
Anche l’ex alloggio del farista situato alla punta del braccio di Levante, può essere recuperato e diventare un presidio affidato alle forze dell’ordine al fine di poter monitorare costantemente l’intera area. Certo sono solo riflessioni che vengono fuori in maniera istintiva ma, impedire alla nostra Comunità il piacere di fruire di un “monumento” che fa parte delle nostre radici e davvero paradossale. Frequentarlo in sicurezza nel rispetto della legge. Questo deve essere l’obbiettivo sul quale lavorare. I Barlettani ne sono certo, condivideranno in pieno l’impegno che le Autorità preposte ci metteranno».





































