Un dialogo vivace, aperto e costante fra due diverse culture, non solo religioni, tra il mondo islamico e il mondo cattolico. Questo l’intento dell’incontro di ieri sera, presso una libreria del centro, per presentare «L’Islam spiegato a chi ha paura dei musulmani» (Città Nuova Ed., 2015), con Michele Zanzucchi, curatore del volume e direttore della rivista «Città Nuova»; la serata dall’eloquente titolo “Dialogo tra Saggezze” è stata promossa dall’ Associazione “Igino Giordani”, intervenuto Antonio Matera. La manifestazione è stata inserita nelle attività del “Maggio dei libri”. Intervenuti per l’occasione Mohamed Alì Alessandro Pagliara, responsabile organizzativo eventi culturali interreligiosi della Comunità islamica d’Italia sezione Puglia Bari, e don Cosimo Fiorella direttore della Commissione Ecumenismo e dialogo interreligioso della nostra Diocesi, rispondendo agli interrogativi della giornalista Floriana Tolve.18618384_10211480405539216_1127547159_o

La parola chiave deve essere quella della reciproca conoscenza fra le diverse culture, che non sono solo due e contrastanti: il mondo cosiddetto occidentale, sicuramente a prevalenza cristiana, e il mondo arabo, certamente a prevalenza islamica, non sono due concezioni così distanti come ci vogliono far credere. La “paura” dell’altro, dell’immigrato, del diverso è certamente la risposta più semplice per le nostre colpe dettate dall’ignoranza e dalla cattiva gestione della nostra politica. Pace e Amore sono i due fondamenti sia del cristianesimo sia della religione musulmana, scritti a chiare lettere sia nelle Vangelo sia nel Corano; del resto il dio delle due religioni è unico, come va ripetendo costantemente Papa Francesco, unica figura che sta dimostrando l’intenzione opposta a quella delle scelte della politica internazionale, additando la responsabilità principale delle guerre alle industrie delle armi. Francesco è andato a pregare scalzo in moschea non solo per un segno di rispetto, ma per sottolineare l’unicità del creato. Ciò che cambia sono la storia e le tradizioni, per questo è necessaria la conoscenza reciproca e la condivisione; non si dovrebbe parlare neanche di tolleranza visto che non esiste una preponderanza di qualcuno nei confronti di qualcun altro. Pagliara ci ha ricordato che l’unica moschea riconosciuta dal sistema legislativo italiano sul nostro territorio nazionale è quella di Roma, le altre sono “comunità culturali islamiche”, ma forse anche il tema sui luoghi di culto dovrebbe essere approfondito dalla classe politica italiana: la relegazione di queste comunità in ‘sottani’ delle nostre periferie accentuano quella distanza tra questi due mondi. Il terrorismo non ha fatto che utilizzare la fede musulmana divulgando le idee che non hanno nulla a che vedere con il senso teologico, spinto da interessi di natura geopolitica.

18575253_10211480410459339_1572794611_oPer ultimo si è affrontato il tema sulle donne, ritenute da entrambe le religioni figure principali e degne di massimo rispetto, ma forse anche il mondo cattolico dovrebbe ricordare la concezione che aveva della stessa fino agli anni 50 del secolo scorso. E anche il mondo occidentale, insieme a quello arabo, dovrebbe interrogarsi sul rispetto nei confronti della figura femminile.