Di giorno caldo e assolato, di notte buio e mal frequentato. Non conosce mezze misure il parco giochi di via Ungaretti, quartiere “Patalini” di Barletta. Posta in una zona ad alta densità abitativa, la struttura inaugurata da un ventennio conosce ormai da tempo una grama situazione di degrado. Palme spente, aiuole circondate da terriccio e rifiuti, scritte lasciate con lo spray dai writers dell’ultim’ora fanno da contorno a 300 metri quadri che nelle ambizioni delle precedenti amministrazioni comunali avrebbero dovuto rappresentare un polmone verde per la città, ma che alla prova dei fatti non sono che un’altra incompiuta in una zona di Barletta governata dal cemento.

«Di sera non c’è una luce pubblica e passare tra quelle siepi per un bambino non è rincuorante» ci racconta Anna, madre 38enne che incrociamo mentre siamo intenti nella documentazione fotografica del parco. L’occhio balza sulla manutenzione delle strutture, spesso legate all’incuria di chi le utilizza: insufficienti, così come insufficienti sono gli spazi per sedersi, che permetterebbero al genitore di turno di controllare i propri bambini mentre si muovono su giostrine in precario equilibrio. Tra questi palazzoni figli dell’urbanizzazione selvaggia degli anni ’80, il ripristino della sicurezza è la prima richiesta dei residenti: per nuovi giochi, si potrà anche attendere.