Santo Sepolcro di Barletta: un simbolo di storia cristiana

Santo Sepolcro di Barletta: un simbolo di storia cristiana

Frequentata anticamente da cavalieri e pellegrini, ancora oggi fulcro religioso

Imponente e maestosa, ristrutturata di recente, si staglia al centro di corso Vittorio Emanuele II, una delle strade principali della città di Barletta. Stiamo parlando di una Basilica di grande rilievo storico, quella del Santo Sepolcro di Barletta, amata e frequentata da devoti e pellegrini sin da tempi antichissimi. Le sue origini strettamente collegate alla Terra Santa, e al sepolcro di Gesù Cristo, hanno fatto della basilica un importantissimo punto di riferimento cristiano.

Situata anticamente tra due importanti assi di comunicazione viaria, la strada Adriatica e la via Traiana, che conduceva direttamente a Roma, la basilica del Santo Sepolcro nacque come meta di transito per i pellegrini diretti in Terra Santa, per i crociati che si dirigevano dal porto di Barletta verso Gerusalemme. Fu costruita sui resti di un’antica basilica medievale e vi fu accostato l’antichissimo Spedale dei Pellegrini, da cui trae il nome l’attuale via parallela a corso Vittorio Emanuele II.

La costruzione della basilica è stata datata tra la fine dell’XI e l’inizio del XII secolo; l’attuale struttura deriva da numerose trasformazioni susseguitesi nel corso dei millenni. Un luogo sacro non solo nelle funzioni quanto anche nell’aspetto e nella sua storicità. Simbolo del rifugio cristiano la basilica conserva al suo interno il celebre Tesoro. Diverse reliquie di grande importanza sono qui custodite, tra cui: la Croce Patriarcale binata; il Tabernacolo con il Cristo in Maestà in mandorla; la Colomba eucaristica in rame dorato; l’Ostensorio risalente al XII secolo, il Breviario-Rituale di origine gerosolimitana.

Nonostante la datazione tra l’XI ed il XII secolo, pare ci siano alcune notizie riguardanti un antichissimo tempio precedente l’epoca delle Crociate e la nascita dell’Ordine del Santo Sepolcro. In quei tempi numerosi pellegrini occidentali si incamminavano verso i luoghi della Terra Santa, così si pensa siano stati dei mercanti di Amalfi ad intitolare la chiesa Santo Sepolcro, gemellandola in questo modo al tempio di Gerusalemme. Le fonti sull’origine della chiesa del Santo Sepolcro sono diverse, alcune le fanno risalire al periodo normanno, altre attestano la costruzione proprio nel 1130, l’anno in cui l’Ordine del Santo Sepolcro fu riconosciuto da Papa Innocenzo II. Alcune documentazioni parlano di un tempio fondato dai Cavalieri del Santo Sepolcro di ritorno dalla Palestina. Probabilmente nel corso del periodo federiciano, quando Federico II di Svevia si trasferì nel castello di Barletta per organizzare la crociata probabilmente partecipò alla celebrazione del rito pasquale proprio all’interno della Basilica del Santo Sepolcro. Il periodo angioino vede importanti ristrutturazioni della basilica e dell’ospedale annesso, mentre durante il periodo aragonese, quando la città venne colpita dalla peste, in seguito ad un plebiscito, si decise di portare in processione il Santissimo Sacramento esposto in basilica.

Alla fine del XVI secolo il priorato della chiesa passerà ai Cavalieri dell’Ordine di Malta. Terremoti e peste colpirono la città, riducendo la popolazione barlettana e distruggendo alcune strutture della basilica del Santo Sepolcro. Nel 1708 nacque l’Arciconfraternita del Santo Legno della Croce, con la quale si favorì il culto del legno della croce stesso, un frammento che sembra essere appartenuto alla croce sulla quale Gesù fu crocifisso.

Numerosi lavori di restauro, nel corso del Novecento, hanno portato la Basilica del Santo Sepolcro a ritrovare l’antico splendore, rendendola ancora oggi una delle chiese più belle architettonicamente e più importanti della città a livello religioso.