«Si informa la cittadinanza che, a causa della grave emergenza sanitaria in corso dovuta al Coronavirus, la cerimonia di lunedì 9 novembre, per celebrare la vittoria alle Olimpiadi di Mosca del campione Pietro Mennea con uno speciale francobollo celebrativo, si svolgerà rigorosamente a porte chiuse. E’ pertanto annullata anche la diretta televisiva inizialmente prevista. Non sarà, dunque, consentito ad alcuno accedere al teatro “Curci”, fatta eccezione per i rappresentanti istituzionali. L’emissione del francobollo sarà immortalata, filmata e documentata dall’Ufficio stampa istituzionale del Comune di Barletta e diffusa ai mezzi di informazione e sui social». Con questa breve nota emessa nel pomeriggio di venerdì 6 novembre l’amministrazione comunale di Barletta ha comunicato l’impossibilità per la stampa di seguire in presenza un momento importante per l’intera comunità, che celebra la celebre vittoria del suo più illustre concittadino.
La redazione di Barletta.news24.city si associa in pieno alla seguente riflessione del giornalista Nino Vinella, che evidenzia la «(pretestuosa? frettolosa?) applicazione di quanto deciso unilateralmente dall’Amministrazione comunale – circa l’annullamento della diretta televisiva e la proibizione all’ingresso – come lesivo della libertà di stampa e della dignità degli operatori dell’informazione – riconosciuti e riconoscibili dall’Albo di pertinenza – nelle sue varie forme presenti sul territorio nonché palesemente illegittimo ed in contrasto ai sensi dei DPCM emanati finora stante l’emergenza Coronavirus in corso e considerati i luoghi ove la manifestazione di cui sopra dovrà tenersi. Infatti, nei vari comunicati stampa (il primo di annuncio a cura dell’Ufficio Stampa del Comune e il secondo di annullamento da parte della Portavoce del Sindaco) genericamente si parla di “Teatro Curci” senza alcuna specifica o menzione dei settori interessati (palcoscenico, platea, ridotto o foyer)».
«Sollecito – aggiunge Vinella – pertanto il Sindaco a rimuovere ogni divieto di accesso alla manifestazione in calendario e ad uniformarsi in tal senso considerata l’importanza dell’evento ed il rispetto di precise norme comportamentali di cui il sottoscritto si incaricherà di informare responsabilmente e formalmente gli organismi rappresentativi della professione ad ogni livello regionale e nazionale per la fattispecie presente ed in ogni prossima occasione atteso che siffatta decisione crea di fatto un pericoloso precedente usurpando le prerogative della Stampa qualificata e accreditata quale testimone diretta dei fatti e delle notizie a vantaggio dell’opinione pubblica senza alcun filtro o intervento di terzi soggetti».
Riteniamo, come redazione, che nello spazio del Curci esistano tutte le aree per poter agire e documentare in sicurezza l’evento e troviamo la comunicazione da Palazzo di Città lesiva del diritto all’informazione. Uno scivolone in prima regola, che tocca il diritto di cronaca, sancito dall’articolo 21 della Costituzione. Aggiungiamo – come redazione – che anche la scelta di affidare in via diretta la trasmissione ufficiale a una sola emittente, opzione della quale ci piacerebbe conoscere le fondamenta, sarebbe stata lesiva della pluralità dell’informazione. Caro sindaco, cara amministrazione, comunicare è fondamentale. Farlo bene ancora di più. Le nostre porte, per accogliere risposte, sono aperte.







































