L’ora è solenne e potrebbe anche essere l’ultima per l’esperienza da Primo cittadino del socialista Mino Cannito. Siamo alla vigilia di un Consiglio comunale che finalmente assurge al suo ruolo politico: vedremo chiarirsi le posizioni di ogni singolo consigliere; destra o sinistra; andare avanti o alzare le mani per sconfitta, resa o coerente disapprovazione. Previsto per lunedì pomeriggio il Consiglio comunale potrebbe essere definitivo, trattando ben 19 debiti fuori bilancio e l’ormai famigerato punto sull’acquisizione dei terreni LIDL vicino al Fossato del Castello, per consentire la partecipazione della “Sfida del borgo” ai bandi, che hanno una scadenza perentoria già rinviata da inizio agosto.

Gli errori prima o poi presentano il conto, come l’aver creato una coalizione dal nulla, con troppi ingredienti, anche molto diversi tra loro. Tuttavia, come già abbiamo avuto modo di ribadire, la crisi interna a Palazzo Di Città non è stata generata, come sarebbe pensabile, da ideologie contrapposte, ma solo da diverse opportunità politiche di pochi. Eppure il Sindaco ha azzerato la Giunta, che era già rimasta monca di alcuni assessorati chiave, i cui esponenti si sono dimessi dopo l’uscita dalla maggioranza di quei consiglieri dissenzienti che hanno costituito il gruppo consiliare “Cantiere Barletta”, di cui fanno parte i consiglieri Adelaide Spinazzola, Massimo Spinazzola, Pino Rizzi, Luigi Dimonte; di questi, consiglieri di ex maggioranza erano espressione gli assessori Ruggiero Passero e Marianna Salvemini rispettivamente all’Ambiente e alle Politiche Sociali; questi sono vicini al Consigliere regionale del PD, Filippo Caracciolo, con cui il Sindaco si è scambiato una serie di accuse negli scorsi mesi (vedi quiqui). Anche i consiglieri che finora sono rimasti fedeli al Sindaco potrebbero non voler accettare nessuna nuova accozzaglia partitica, non tirando a campare.

Si presenta nudo Cannito, senza i suoi assessori; non si sa neanche se avrà una maggioranza per esprimersi contro il presidente del Consiglio comunale Dicataldo, come annunciato durante l’ultima seduta dopo un acceso scambio di accuse. Probabilmente proporrà, anche provocatoriamente, alle diverse forze politiche di costituire una nuova maggioranza. A quel punto non si potrà più nascondere le ideologie dietro la parvenza di coalizione civica. La Politica potrebbe tornare ad essere Politica anche a Barletta. Ci vuole uno scatto di coraggio da parte di tanti, ma dubitiamo sulla capacità di lettura critica. In caso di rinuncia del Presidente del Consiglio comunale, visto che ha preso le distanze da Cannito, dovrebbe subentrare la consigliera anziana Maria Angela Carone del M5S, proprio lei che aveva esposto in maniera chiara il motivo del sostegno esterno in occasione del Rendiconto di gestione nello scorso Consiglio, salvando di fatto Cannito già allora con il suo gruppo consigliare, ma anche grazie a Ruggiero Mennea che si dimise da capogruppo consigliare del PD. Le motivazioni restano ancora quelle: i quasi 44 milioni di euro che la città ha ricevuto dal PNRR cui si aggiunge il cospicuo finanziamento per gli attesissimi lavori al porto. L’alternativa sarebbe un lungo periodo di commissariamento. Ci si aspetta molto dal Consiglio di lunedì, ci si aspetta molto dalla politica barlettana.