Un Piano Casa profondamente stravolto rispetto all’impostazione originaria della Regione, destinato a produrre effetti negativi sulla vivibilità di contesti urbani che avrebbero dovuto essere preservati e tutelati. È la dura critica mossa dai gruppi di opposizione al provvedimento approvato in consiglio dalla maggioranza di centrodestra che sostiene il sindaco Cannito. Secondo le forze di centrosinistra, le modifiche introdotte alterano lo spirito iniziale del Piano Casa regionale, aprendo la strada a interventi edilizi che rischiano di compromettere l’equilibrio urbanistico e la qualità della vita in diverse aree della città.
Bocciati i tentativi dell’opposizione di impedire la monetizzazione degli standard urbanistici, ovvero la possibilità per il costruttore o il privato di non realizzare opere e spazi pubblici obbligatori (come parcheggi, verde e servizi), pagando una somma di denaro al Comune.
Cannito aveva promesso, nel corso di un incontro pubblico con le associazioni della città, di ritirare le zone B5 dai provvedimenti urbanistici all’esame del consiglio, ma queste sono rimaste incluse nel Piano Casa
Barletta – concludono le opposizioni – rischia di rimanere l’unico Comune in Puglia ad approvare il Piano Casa non all’unanimità, ma con una maggioranza risicata. Anche l’emendamento firmato dai consiglieri Adelaide Spinazzola, Letizia Rana e Massimo Spinazzola, che prevedeva l’esclusione di alcune maglie urbanistiche dal Piano Casa, è stato bocciato, per poi essere in parte riproposto in un emendamento a firma del sindaco, approvato con soli 17 voti.
Il servizio.






































