Nessuno ha aiutato Jacopo Musci mentre veniva colpito da calci e pugni in pieno giorno nel centro di Barletta. Invisibile mentre moriva così come invisibile era diventato negli ultimi anni della sua vita da clochard. In Piazza Plebiscito gli amici dell’Ambulatorio gli hanno dedicato un funerale popolare: Jacopo non c’è ma il suo ricordo rimane vivo tra tutti coloro che lo hanno conosciuto. Una persona buona e generosa, che lottava per ritornare ad un’esistenza normale. Un cactus piantato nei giardini della piazza porta ora il suo nome, simbolo di resistenza e libertà. Una cerimonia intima e sobria per testimoniare una perdita dolorosa. Ci sono gli amici di Jacopo ma anche chi ha solo ascoltato la sua storia e ne è rimasto colpito. Ci sono Polizia e Carabinieri per esprimere vicinanza alla comunità che aveva adottato Jacopo. Non c’è nessuno dell’amministrazione, anche se il Comune è a pochi metri. Per il sindaco c’è l’ombra di una strumentalizzazione della fragilità umana, dunque meglio l’assenza. Eppure il messaggio che arriva dall’ultimo simbolico saluto a Jacopo è rivolto proprio alle istituzioni, perché facciano rete insieme alle realtà assistenziali del territorio, per offrire un aiuto ai più sfortunati che vada oltre l’offerta di un letto e di un pasto caldo.






































